Adoro questo albo. È un libro per bambini, edito da Topipittori, di Beatrice Alemagna.
S’intitola proprio così, “Che cos’è un bambino” e l’ho scelto per celebrare – a modo mio – il 20 Novembre, che è la Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
“Un bambino ha piccole mani, piccoli piedi e piccole orecchie, ma non per questo ha idee piccole. Le idee dei bambini a volte sono grandissime, divertono i grandi, fanno loro spalancare la bocca e dire : Ah!”.
È uno di quei libri che puoi rileggere mille volte, senza stancarti.
Noi ce lo siamo letto un po’ ovunque: su un regionale fermo al binario 6 di Santa Maria Novella, aspettando di partire.
Seduti sulla scalinata di San Lorenzo.
Sdraiati sul nostro telo, al Parco delle Cascine.
Ridendo.
Immaginando.
Cambiando il “bagno” con la “doccia”, i “ceci” con i “fagiolini al burro”.
Cosa c’entrano i fagiolini al burro con i bambini? Niente, appunto!
Ma se vi siete un po’ incuriositi e vi è già venuto in mente un angolino di città in cui leggerlo con i bimbi: correte! In libreria o in biblioteca. E poi dai vostri piccini, sì! Seduti vicini, così vicini da sembrare un po’ ammucchiati, senza scarpe e coi piedi tirati su – perché coi piedi per terra si legge sempre un po’ peggio.
I bimbi l’adoreranno. E anche voi.
Specie se siete stati quel tipo di bambini che hanno deciso di non crescere e che “avranno un mistero dentro di sé. Allora anche da grandi si commuoveranno per le piccole cose: un raggio di sole o un fiocco di neve”.
Anche da grandi, come bambini.

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Francesca Falagiani

Fiorentina d’importazione. Sono mamma – a tempo quasi pieno – di tre piccirulli. La mia vita è piena e rumorosa. Un po’ un caos! Dicono di me che sono una persona solare e positiva. Sicuramente: sorrido, spesso. Sono laureata in Media e Giornalismo, sto studiando per diventare maestra. E cerco di barcamenarmi tra mille cose, come tutte le mamme. E poi c’è il mio blog SmartMommy (http://www.smartmommy.it/). Per raccontare tutto il bello dell’essere mamma. Il bello anche nella fatica, nell’esaurimento, nello sconforto. Che ci sono – è innegabile – ma sono una parte. Per raccontare che si può fare. E lo si può fare divertendosi.