Passati quei giorni di merla, rimane solo una cosa da fare: sintonizzarsi con quel gran topo della Pennsylvania e sapere se ci sarà una primavera precoce. Perché ieri, il 2 febbraio, era il giorno della marmotta e quel gran roditore, nel leggendario paese di Punxsutawney, come ogni stramaledetto anno, ha fatto sapere al mondo intero, secondo la tradizione locale, se potremmo a breve indossare le nostre magliette a maniche corte da bulletti di periferia.
Il rischio è alla Bill Murray: di rimanere intrappolati nello stesso luogo, nello stesso giorno, rivivendo le stesse azioni e le stesse emozioni. Come in Ricomincio da capo, il film che ha forgiato la generazione anni ottanta, al di là dei tentativi di seduzione, delle lezioni di piano, dell’inciampare nelle pozzanghere e del vermouth con ghiaccio e limone.
Così, come ogni anno, come da quell’anno calcistico ’81/’82, da quando non ci siamo fatti una ragione per quello scudetto rubato, riviviamo, sempre, ogni stagione, ignobili partite in terra sarda. Contro il Cagliari. Che sia all’Is Arenas, al vecchio Sant’Elia, al nuovo Sant’Elia dentro il vecchio Sant’Elia, o al nuovissimo Sant’Elia dentro il vecchio Sant’Elia, ma con delle tribune ancora più nuove. Talmente nuove che devono essere ancora costruite. Comunque vada, sarà un insuccesso.
E non sarebbe un adeguato giorno della marmotta se, qualche ora prima, in quel primo febbraio di ogni stramaledetto anno, non mi facessi prendere dalla nostalgia e dalla commozione. Ogni anno, da quando se n’è andato. Rivivendo le magie del Camp Nou e di Wembley, la mitragliata alla Juve e il pallonetto all’Inter, in Coppa Italia. Il bolide contro l’Atalanta.
Scrivo e ho la pelle d’oca, come ogni stramaledetto anno, da quando abbiamo pianto insieme, in quel Roma-Fiorentina 1-0.
Auguri in ritardo, immenso condottiero. Ciao, unico bomber. Ciao, grande Bati.

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Paolo Serena

Paolo Serena, sociologo e giornalista, toscano doc e fiorentino mezzosangue, è un gran tifoso viola e un fan senza tempo di Riccardo Zampagna.
Ama gli spaghetti alle vongole, il caffellatte con le Gocciole e il sud-est asiatico; odia la Juve.
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