Va fatto un sincero applauso alla Roma di quest’anno.
Una Roma che ha fatto divertire e che ha fatto sognare i propri tifosi.
E poco importa se è ‘na Riomma che veniva contestata a Trigoria, ad agosto, perché non aveva ancora lavato l’onta della sconfitta c’a Lazie nel derby della finale di Coppa Italia; una Roma che chiamava mercenari chi adesso porta in trionfo.
Una Roma che ha fatto uno straordinario campionato: talmente straordinario che, con gli stessi punti che ha totalizzato in serie A, sarebbe stata prima nel campionato francese. Prima nel campionato inglese. Davanti al Barcellona nel campionato spagnolo.
E invece…
È un vero peccato che non potremmo vedere festeggiamenti al Circo Massimo. Centomila persone festanti, Sabrina Ferilli tredici anni dopo in lingerie, bandieroni giallorossi sul Grande Raccordo Anulare. Venditti che impazza per le radio, Totti nominato nuovo Ministro dell’Interno, tifosi romanisti ad invadere qualsiasi discoteca italiana, dalla Romagna al Salento, al grido, in pieno agosto, di “I campioni dell’Italia siamo noi”. Saltellando e mostrando i propri bei bicipiti, tatuati con gladiatori e frasi latine.
Maurizio Costanzo che limona con Ilary Blasi per festeggiare, D’Alema che si tinge i baffi di giallorosso, i decibel che aumentano, anche un mese dopo la fine del campionato, sospinti dai clacson dei tifosi trepidanti sulla tangenziale.
Peccato: perché tra quattro settimane poteva succedere, e invece…
Peccato… perché quanno ve ricapita di fare un campionato così… mannaggia!

‘Anvedi che sfiga!

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Paolo Serena

Paolo Serena, sociologo e giornalista, toscano doc e fiorentino mezzosangue, è un gran tifoso viola e un fan senza tempo di Riccardo Zampagna.
Ama gli spaghetti alle vongole, il caffellatte con le Gocciole e il sud-est asiatico; odia la Juve.
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