IMG_3260“E poi lunedì, verso le cinque, il sindaco accenderà l’albero di Natale in piazza!”.
“Bello!! E invece Antonio è al Museo di Storia Naturale?”.
“Chi?”.
“Il dinosauro Antonio, dico: è lì?”.
“Questo signora non glielo so dire. Però alle cinque il sindaco accenderà l’albero di Natale in piazza”.
“Bene. Invece per prenotare un laboratorio all’Immaginario Scientifico?”.
“Mmm, non saprei. Se però se le interessa….”
“Sì, il sindaco accende l’albero!”.
“Esattamente! In piazza dell’Unità d’Italia”.
È un signore sulla settantina, che evidentemente ha un po’ la fissa del sindaco. Siamo in un negozietto di souvenir che è un buco. E, se ve lo chiedete, non intende affatto “quella nostra” piazz(etta)a dell’Unità d’Italia. E il sindaco di cui parla non è Nardella. Il giorno è lo stesso. L’orario pure. Stessa attesa. Stessa festa. Stessi commenti, sono sicura!! Gli entusiasti da una parte – che è quella che preferisco in assoluto – i buboni dall’altra. I bambini con lo stesso sguardo in alto, gli occhi che scintillano di riflesso allo sbrillio dell’abete illuminato. E “solo” 400 km in mezzo. Sì perché noi, l’otto dicembre alle 17 c’eravamo all’accensione dell’albero. Ma a Trieste. In quella piazza dell’Unità d’Italia. A goderci uno spettacolo di luci incredibile. Tutti e cinque. A respirare l’odore del mare e del freddo insieme. A far foto a gogo. A correre contro vento. A far domande. A curiosare. Lontanissimi da Piazza Duomo e dallo sbrilluccichio fiorentino. Eppure: insomma, quei due alberi di Natale sono stati acceso in stereo! Abbiamo visto quello Triestino. Ora ci manca di vedere il nostro grandissimo abete gigliato. Fiorentinissimo. Chi l’ha visto? Com’è? Com’è?

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Francesca Falagiani

Fiorentina d’importazione. Sono mamma – a tempo quasi pieno – di tre piccirulli. La mia vita è piena e rumorosa. Un po’ un caos! Dicono di me che sono una persona solare e positiva. Sicuramente: sorrido, spesso. Sono laureata in Media e Giornalismo, sto studiando per diventare maestra. E cerco di barcamenarmi tra mille cose, come tutte le mamme. E poi c’è il mio blog SmartMommy (http://www.smartmommy.it/). Per raccontare tutto il bello dell’essere mamma. Il bello anche nella fatica, nell’esaurimento, nello sconforto. Che ci sono – è innegabile – ma sono una parte. Per raccontare che si può fare. E lo si può fare divertendosi.

TESTTTTTTTTT

Stonata

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Dietro quella porta