chris_evertEra il 1959 , a tennis si giocava con racchette in legno e un ovale piccolo piccolo in confronto ai padelloni di oggi. Chris aveva 5 anni. Il babbo ex giocatore e ora maestro di tennis a Ft. Lauderdale (Florida) la mette in campo subito. Troppo gracile per reggerla con una sola, Chris si aggrappa con entrambe le mani a quella racchetta troppo pesante. Nasce il rovescio a due mani. Una rivoluzione.

Inizia così la storia di Chrsi Evert, una storia che ha poche eguali nel tennis femminile. Rino Tommasi (“Maledette classifiche”, Limina 2012) la mette al  5°  posto in una ipotetica classifica di ogni tempo.

Chris è precocissima e a soli 15 anni si impone all’attenzione generale battendo Margaret Court, la numero 1 del mondo. E a proposito di numeri, Chris ne collezionerà di impressionanti a fine carriera: 18 tornei dello Slam ( 7 Open di Francia, 3 Wimbledon, 6 US Open, 2 Australian Open), 9 Federation Cup, numero 1 del mondo dal 1975 al 1978 e ancora più volte negli anni successivi, quasi 9 milioni di dollari in premi vinti, una carriera lunghissima, dal 1972 al 1989, con 157 tornei di singolare vinti.

Una favola tennistica, che poteva entrare di diritto nel mondo delle favole tout court, se il suo principe azzurro per qualche anno – il magnifico tennista statunitense Jimmi “Jimbo” Connors – l’avesse montata sul cavallo bianco e portata al castello. Ma il lieto fine rimase nella penna del destino, e Chris si sposò con un più modesto tennista britannico John Lloyd, da cui poi divorziò.

Ai limiti dell’incredibile la sua amicizia, vera, profonda, non di facciata, con la sua più grande rivale, Martina Navratilova, di due anni più giovane (probabilmente la migliore di ogni tempo). Un’amicizia che non si incrina, anzi si consolida durante gli anni e ben 80 incontri, con 43 vittorie della cecoslovacca, scappata negli anni ’70 dal suo paese e naturalizzata USA per giocare a tennis.

Il tennis, è risaputo, è quello sport che più di altri ha a che fare con Freud e Hitchcock.

Sul campo sei solo, e al di là dalla rete c’è il tuo torturatore personale che le proverà tutte per toglierti punti, game, sets, gloria e quattrini. Come puoi diventarne amico? Mistero.

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Bruno Confortini

Avrei voluto essere Einstein o Maradona (soprattutto Maradona), ma non è andata così. Giornalista pubblicista, scrittore di storia locale, biografie sportive, racconti, poesie e haiku, vivo in Mugello, lavoro a Firenze.

Scheda bibliografica

Libri di storia:

Ha curato(con Francesco Nocentini) la ristampa di “Comunista non professionale”,Comune di Firenze, 2005; “Da San Frediano a Mauthausen” ,Comune di Firenze, 2007; Ha collaborato al volume di AAVV “Monte Giovi. Se son rose fioriranno”, Polistampa, 2012.

Libri di sport:

“Club Ciclo Appenninico 1907. Il lungo diario di una secolare storia sportiva”, Tip. Toccafondi, Borgo San Lorenzo, 2007 (in collaborazione con Aldo Giovannini); “Grande Vigna! Sandro Vignini, il ragazzo e il calciatore”, Pugliese Editore, Firenze, 2009; “L’angelo biondo di Vicchio. Guido Boni, una storia degli anni ’50”, Geo Edizioni, Empoli, 2014; “Scommetto di no” (raccolta di racconti) Meligrana Editore, 2016; “ Mugello e Val di Sieve in rosa”, Geo Edizioni, Empoli, 2017.