L’amicizia è proprio una gran bella cosa. Riscalda. A volte anche più di una bella sottana. Così come in amore anche in amicizia ci sono storie che vanno e vengono ed altre che rimangono. L’amicizia pura è quella che nasce sui banchi di scuola,  sul muretto,  al campino di calcio, e resiste negli anni.  Non la scegli. Nasce nell’adolescenza quando condividi tutto con gli amici, anche la noia. Quando l’amicizia è una questione di sopravvivenza perché l’alternativa è la solitudine. Quando ti ritrovi al campino di calcio non con chi hai scelto di ritrovarti, ma con chi c’è. Ti sei visto il pomeriggio precedente ed hai fissato direttamente per il giorno dopo e non sai chi troverai. A volte ti ritrovi a giocare a pallone con chi tifa Juve o con chi proprio non è tra i più simpatici degli amici del campino.  Se magari nel frattempo ti fossi sentito per cellulare o via facebook avresti scoperto che i più simpatici tra i tuoi amici quel pomeriggio non sarebbero venuti ed allora anche te saresti rimasto a casa privandoti della possibilità di redimere uno juventino o di inaugurare una nuova amicizia con quello che ti pareva antipatico. Magie di un campino e di un tempo in cui non c’erano nè i cellulari e, tantomeno, facebook.

Il mio campino era in via S. Marcellino in un interno. Per arrivare bisognava percorrere una strada sterrata bianca. Su quella strada si consumavano le strategie e le scelte del prepartita e le recriminazioni e le gioie del dopopartita. Il campino confinava con un orto di un signore anziano che bubava ogni volta che la palla finiva tra i suoi ortaggi. Non so se il campino c’è ancora e non lo voglio sapere. Lì sono stato sempre bene anche quando perdevo, anche quando non ero sereno perché il giorno dopo avevo un’interrogazione importante a scuola, anche quando chi giocava nella mia squadra mi stava sulle palle.

I ragazzi di oggi invece sono abituati a scegliere. Non vanno in strada o al campino perchè non hanno voglia di vedere qualcuno senza sapere chi è. Oggi si danno appuntamento e sanno già con chi si ritroveranno e cosa faranno. Non so se sia un bene o un male, però a me tutto questo mi sembra un po’ triste perchè non lascia spazio a nessun imprevisto.  L’amicizia pura è quella che non avevi scelto, quella non prevista, quella con quel ragazzo che ti stava sulle palle ma che all’ultimo minuto infila la porta con un bolide che fa tremare tutto e ti fa vincere la partita. Magie….

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.