Era una voce che oramai circolava da qualche giorno e questa mattina è stata ufficializzata. Dietro alla video conferenza del 26 marzo la Federazione Italiana Rugby ha deciso la sospensione definitiva di tutti i campionati di tutte le categorie per la stagione 2019/2020.

Decisione giustissima, presa per tutelare giocatori, addetti ai lavori e appassionati che ruotano attorno al mondo del rugby vista l’attuale emergenza sanitaria che stiamo vivendo. Vanno fatte però alcune considerazioni.

Nella stagione corrente non verranno fatte nè promozioni nè retrocessioni come non verrà assegnato il titolo di Campione d’Italia. Fatto mai accaduto nel rugby italiano dal dopoguerra e grossa delusione per il Rovigo, al momento in testa alla classifica e protagonista di una ottima annata.  Viene da chiedersi poi chi andrà la prossima stagione in Challenge cup visti i recenti accordi presi dove il Campione d’Italia ha automatico accesso alla coppa europea. Fanno i salti di gioia invece in coda alla classifica del Top 12 dove squadre come il Lazio 1927 si vedono nuovamente salvi senza, questa volta, dover lottare anche con i denti.

Questa decisione segue anche la sospenzione del Pro14 e l’annullamento dei mondiali Under20 previsti, quest’anno in Italia. Ancora una volta il rugby si mostra essere uno sport estremamente sensibile al tessuto sociale del paese in cui si trova. Va visto se altre federazioni seguiranno l’esempio.

La stagione 2020/2021 non è ancora data per scontata visto che la Federazione si riserva di comunicare alle varie squadre i parametri per il suo svolgimento.

La situazione che si viene a creare sicuramente metterà in difficoltà i vari club. Sempre la Federazione si è detta disposta a misure eccezionali a sostegno di tutti. Speriamo stavolta in misura equa.

Non resta che fare una parafrasi di quanto espresso da tanti appassionati sui social, ovvero che questa pausa serva al movimento rugbystico italiano a ritrovare se stesso, motivazione e forza che più volte ha mostrato di avere e tornare il grande rugby che meritiamo di avere.

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.