seggio elettoraleQuando ancora non avevo l’età per votare, le elezioni e i referendum erano momenti di fermento politico e culturale, che guardavo con emozione e voglia di partecipazione. Quel fermento politico e culturale, oggi è quasi scomparso. Vi chiederete cosa c’entra la mia rubrica di enogastronomia… Molto!
Qualche anno fa, durante il periodo elettorale, e più precisamente nei seggi, il cibo rappresentava un momento di condivisione e comunione per chi era impegnato nello svolgimento del servizio.
Il pranzo e la cena diventavano momenti in cui le appartenenze politiche erano momentaneamente messe da parte e il rapporto umano prendeva il sopravvento.
Nel tempo, le cose sono cambiate; gli atteggiamenti si sono modificati, così come il modo di condividere la pausa pranzo e cena e di conseguenza sono cambiati anche i menù.
Fin dalle prime elezioni, i partiti si posero il problema di come “rifocillare” i rappresentanti di lista, gli scrutatori e i presidenti.
In quel periodo c’era un’organizzazione capillare, che permetteva di aiutare e di supportare chi dava la disponibilità a impegnarsi nelle elezioni.
I pranzi e le cene erano preparati dai volontari che, passando nelle varie sezioni elettorali, distribuivano i pasti ai propri rappresentanti o scrutatori di riferimento.
Il menù consisteva in un primo, la pasta era sempre presente, panini con salame, prosciutto, mortadella, e frutta. Per i rappresentanti dei partiti di sinistra, centro e destra, era previsto anche il secondo a base di carne, come roast-beef, pollo ecc.
Quello che mancava era il vino, ma non si potevano certo permettere un calo di attenzione!
I rappresentanti delle forze dell’ordine, inizialmente erano forniti di razioni “K” poi, col tempo, anche a loro vennero somministrati pranzi completi, e tutt’oggi funziona così.
Oggi, nei seggi, la situazione è cambiata, i partiti sono diventati “latitanti”, i volontari di un tempo non ci sono più, i pranzi e le cene sono organizzate direttamente nei seggi, con menù take-away, pizze, primi e dolci vari.
In quegli anni, la legge prevedeva che non ci fossero negozi che vendevano alcolici in prossimità dei seggi elettorali. Non so se questa norma esista ancora, penso però che, anche se fosse ancora in vigore, nessuno la rispetti più.
Oggi si vota, io ci andrò e invito anche voi a farlo. Non importa cosa voterete, ma andateci.

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.