All’improvviso siamo usciti, luce, gente vestita tutta uguale, aghi, bisturi e altra roba metallica tutto intorno a noi, poi qualcuno che urla, cazzo, è nostra madre. Ci accorgiamo di essere completamente sporchi di sangue, vorremmo dire che non abbiamo ucciso nessuno, che non siamo colpevoli, ma non abbiamo le parole per farlo. Allora cominciamo a piangere anche noi. Piangiamo a dirotto, ci facciamo male a quelle merdose tonsilline che ci ritroviamo. Spacchiamo i timpani a tutti, ma loro sorridono. Sono quasi felici, sudati ma felici.
No, non è un bel modo di arrivare al mondo.
Dal buio alla luce, nudi, soli, inadeguati.

E non so, magari non c’entra niente ed è anche troppo intimista per scriverlo su un blog che parla di film, ma tutte le volte che entriamo dentro un cinema rifacciamo il percorso all’indietro, e stavolta non siamo soli come la prima volta, no, a questo giro mentre ritorniamo al buio probabilmente con noi ci sono i nostri amici o la persona che amiamo, oppure sconosciuti che vorreste uccidere perché masticano i Pop Corn con l’eleganza di un bisonte caucasico. Ma anche con quel biascichio nelle orecchie, senza accorgercene, ci nascondiamo dal mondo per un paio d’ore. Ritorniamo in un luogo sicuro, pieno di storie, di gente che ci è familiare anche se non l’abbiamo mai incontrata.

Il cinema è una pancia calda e accogliente, una balena senza denti che non vi starnutirà fuori come dei Pinocchi qualsiasi senza avvertirvi. Il cinema è un rifugio dove le guerre non fanno male. Il cinema è un po’ una madre e allora questa settimana visto che c’è un film che parla proprio di una madre, o di una mamma, scegliete il vostro e andate a vedere il film di Nanni Moretti. Uno che quando parla di figli, o di padri, o di madri appunto, diventa ancora più onesto, perché non vuole convincerci di niente, ma si limita a raccontare semplicemente storie. Storie che ci fanno sentire nudi, soli, inadeguati, come una madre che piange.

mia madre nanni moretti

Fonte foto: sentieriselvaggi.it

(Visited 109 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.