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Fonte della foto: d26.it

La domanda è una sola: PENSATE DAVVERO CHE POSSA SCATURIRE ANCHE UN SOLO EFFETTO POSITIVO – UNO SOLO – DA UN’EVENTUALE SCONFITTA CONTRO L’INNOMINABILE? Davvero lo pensate, mentre stiamo qua, a roderci il fegato e a consumarci le unghie in attesa di domenica sera?

Qua abbiamo perso il cervello. E non mi riferisco a voi, che da una settimana pensate solo a quell’orario, alle 20,45, di quel giorno, domenica; voi che avete omesso e bistrattato compleanni, anniversari, cene romantiche, anniversari di matrimonio dei nonni ed esami universitari, solo per potervi concentrare sulla Sfida. Come se doveste decidere voi la formazione da far scendere sul terreno di gioco. Non mi riferisco a voi. Ma a quelli che hanno aperto l’articolo pensando: “beh… allora qualcuno a Firenze, appassionato di calcio e Fiorentina, ma con ancora un po di intelligenza in capo, esiste ancora. Qualcuno che non pensi che il mondo possa finire domenica sera”.

No, il mondo non finirà cari miei domenica sera verso le 22,30 (salvo recupero): perché comunque vada, saremo ancora lì davanti, almeno a +2 su quei brutti musi bianchi e neri. Questo non vuol dire, però, che il nostro umore, per tutto l’arco delle vacanze natalizie, non dipenderà da domenica sera. Per cui: no, non ci saranno effetti positivi in caso di sconfitta. I nostri fegati – per la tensione e per gli alcolici da bere, per festeggiare o per dimenticare – stanno già marcendo.

Uniti nella sfida, verso un sogno!

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Paolo Serena

Paolo Serena, sociologo e giornalista, toscano doc e fiorentino mezzosangue, è un gran tifoso viola e un fan senza tempo di Riccardo Zampagna.
Ama gli spaghetti alle vongole, il caffellatte con le Gocciole e il sud-est asiatico; odia la Juve.
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