DiazAndrea è un professore universitario quarantenne. Giulia è la sua compagna ma il cuore di Andrea è sempre legato alla vecchia fiamma della sua giovinezza, Pamina. Una volta ritornato, per motivi di successione, al paese di origine, il destino lo farà incontrare ancora con Pamina. S’innesca nuovamente un rapporto passionale ma anche torbido con Andrea che tenta di mantenere in piedi le due relazioni. A complicare la faccenda l’omicidio del marito di Pamina e un incontro sessuale di Andrea con la migliore amica di Pamina, Emma. In questo guazzabuglio sentimentale si arrovella il protagonista fino al momento in cui dovrà vedersela di persona proprio con l’omicida in persona.
Romanzo al maschile con venature maschiliste che incasellano la donna nel ruolo di tentatrice e di soggetto ambiguo. Non sta meglio il protagonista, descritto come uomo indeciso, privo di ogni controllo della parte affettiva, burattino in mano alla donna padrona.
A chiudere il quadro una storia poliziesca, un po’ gialla un po’ noir, sulla quale si abbatte alla fine la morale dell’autore.
Un romanzo onesto, scritto con buona padronanza della lingua ma con alcune piccole cadute di stile.
Si legge con piacere.
Edizione commentata

Giorgio Diaz, Città ingrata, Temperino rosso edizioni, Brescia, 2016

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Filippo Papini

Nato a Firenze (qualche tempo fa) dove vive e lavora. Laureato in Lettere, ha pubblicato i testi teatrali Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, La danzatrice dal ventaglio nero, È quasi ora, Le perdute parole; un poliziesco Giallo mare; una raccolta di poesie Osè e una serie di articoli per riviste di nautica. Nel 2011 ha contribuito alla nascita dell’associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it

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La targa