Nel mondo ci sono due tipi di città: quelle frenetiche e quelle noiose dove non succede nulla.
E’ proverbiale che New York non dorma mai e che città’ come, che so io, Burlington, North Carolina, dorma anche troppo.
A New York il ritmo della vita è così frenetico ed accelerato che qualunque cosa tenti di fare, sei già in ritardo perché qualcuno l’ha già fatta, quella cosa che tentavi di fare te…In pratica nel momento in cui ti viene una qualunque idea, a New York, sappi che quell’idea li, 9 su 10 è già obsoleta e altre centinaia o migliaia d persone c’hanno già pensato prima di te!
La conseguenza di questo? Tutti corrono come dei matti, per prendere un treno, per accaparrarsi un taxi, per salire in ascensore prima che le porte si chiudano…in definitiva, per rincorrere quella famosa idea che forse se si corre veloce abbastanza si riesce ad acchiappare prima di altri.
In città come New York è difficile dormire o trovare lo spazio mentale per un attimo di relax.
A Burlington, per esempio, è tutto il contrario: una città di anziani che è rimasta agli anni ’50, dove tutto va lento, dove la notte esiste ancora il buio, i grilli che fanno “cri cri” e se non stai attento rischi che ti venga un colpo di sonno da un momento all’altro.
Austin pur essendo un settimo di New York, con “solo” 1,6 milioni di abitanti, è anche lei una città iperattiva…il fatto è che qui in America non ci sono le vie di mezzo: o ti annoi e ti cresce la barba fino ai piedi, o sei sempre di corsa!
Da quando sono qui mi accorgo che il tempo a mia disposizione si è sensibilmente accorciato, le giornate volano via in un batter d’occhio. Ogni giorno ne faccio mille e da quando mi sveglio a quando vado a dormire sembrano passare 20 minuti!
Qui tutti lavorano 7 giorni su 7, i supermercati sono aperti 24 ore su 24, la musica suona a tutte le ore, le insegne a intermittenza si accendono e si spengono ogni mezzo secondo, segnando lo scorrere del tempo e se ti fermi troppo tempo a guardarle, le insegne,  rimani imbambolato, quasi ipnotizzato e quando ti “svegli” sei in ritardo!
Il lato positivo è la maggior efficienza dei servizi, la grande offerta di intrattenimenti, le tante possibilità di lavoro, di incontri, di contatti.
D’altro canto però a volte mi manca fermarmi e mettermi a sedere sul parapetto del lungarno Cellini e guardar il lento scorrere dell’Arno e lasciare che l’imbrunire mi avvolga con la sua nuvola di zanzare e umido.
Firenze certo non è una città iperattiva,  è piuttosto dormiente, direi, e mi piacerebbe si potesse trovare un compromesso sano fra il mantenere un giusto ritmo delle vita ed avere una città vivace…. e forse in questo si deve imparare dagli spagnoli; città come Madrid e Barcellona sono piene di vita ma sempre con quel cadenzato passo, punteggiato da tapas e cervesa.
Adesso finisco il mio te e mi butto a capofitto nella mia giornata. Non bevo più neanche il caffè tanto qui basta mettere la testa fuori di casa per svegliarsi!

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Giulia Millanta

Giulia Millanta e’ una cantautrice fiorentina.
Per anni ha suonato nei migliori clubs e festival di tutta Italia, ha partecipato per 4 anni consecutivi all’ Acoustic Guitar Meeting di Sarzana, vincendo inoltre il premio carisch come miglior chitarrista e cantautrice nel 2010.
Ha condiviso il palco con artisti come Mary Gauthier, Andy White, Joe D’Urso, Willie Nile e molti altri..
I suoi numerosi viaggi e tours (Inghilterra, Spagna, Olanda, Germania, Stati Uniti) l’hanno portata con il tempo in contatto sempre più’ ravvicinato con la scena musicale statunitense.
Lo scorso anno si è trasferita ad Austin, Texas inserendosi rapidamente nella comunità musicale della capitale mondiale della musica dal vivo.
Ha all’attivo 4 dischi solisti: Giulia and the Dizzyness (2008), Dropping Down (2011), Dust and Desire (2012) registrato ad Austin e co-prodotto con David Pulkingham e “The Funambulist” (2014), una ricerca musicale sull’arte dello star in bilico fra diverse realtà, linguaggi, domande sulla vita, la morte, l’amore e tutte quelle altre “cosette” che occupano il nostro quotidiano.