E se all’ultimo tuffo Clint Eastwood decidesse di candidarsi a Sindaco di Firenze? Del resto per lui non sarebbe una novità dato che l’0ttantenne attore-regista-compositore-sceneggiatore americano ha già fatto il mestiere di Sindaco e precisamente nella città di Carmel, vicino a San Francisco. Sarebbe un buon Sindaco. Il texano che dall’Oceano sbarca con i suoi occhi di ghiaccio sulle rive dell’Arno. Nel segno della continuità. Perchè Leonardo Domenici nella sua prima campagna elettorale aveva scelto come slogan “Il Sindaco da guardare negli occhi”. Occhi di ghiaccio, glamour e concretezza al servizio della città. Sarebbe bello vedere Clint che si commuove al suono delle chiarine, sotto il Giglio Rosso, alla prima inaugurazione.

Son sempre rimasto affascinato dall’artista Clint Eastwood. Eclettico e duttile, e che trae la sua maggior forza dall’essere uno spirito libero. Fieramente controcorrente. Negli anni settanta libertari e pacifisti sceglie a suo modo di stare dalla parte delle vittime impersonando un ispettore, l’ispettore Callaghan che lotta, ad ogni costo, contro il crimine. In età matura, in un pugno di anni dona alla storia del cinema film come Mystic river, Million Dollar Baby e Gran Torino. Trentanni dopo il signor Magnum 44, in un’America capovolta, sotto il segno di Bush padre e Bush figlio, Clint disegna una serie di personaggi vittime della violenza della società. Parla di pena di morte, di integrazione, di eutanasia, e lo fa senza scorciatoie, direttamente, come un pugno allo stomaco. Il dolore è senza via di scampo. Quello che però rende geniale il nostro buon (basta non farlo arrabbiare) Clint sono due film in tandem. Due film che pedalano sulla stessa storia, ma da due punti di osservazione opposti. La storia è quella dello storico innalzamento della bandiera americana da parte dei soldati americani sul suolo giapponese di Iwo Jima dopo la celebre battaglia della seconda guerra mondiale. In Flags of Our Fathers lo racconta dal punto di vista dei marines. In Lettere da Iwo Jima, lo fa dal punto di vista dei soldati giapponesi. Un modo per rendere omaggio a tutte le vittime, indipendentemente dal colore delle loro divise.

E se alla fine Clint decidesse veramente di provarci? In fondo un Sindaco deve essere anche un buon attore e un buon regista. E soprattutto non deve accontentarsi di affrontare i problemi solo dal punto di vista dei marines. C’è sempre l’altra faccia della medaglia.

 

 

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.