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Un settimo di tonnellata (fate voi il conto per arrivare ai chilogrammi) che si dedicano in maniera maniacale alla cura delle amate orchidee e che racchiudono nella logica del proprio cervello un tale spunto geniale da passare alla storia, almeno quella poliziesca; questo signori è Nero Wolfe, il detective che risolve i casi stando fermo a casa propria. Lo coadiuva il suo fido assistente, Archie Goodwin, in realtà colui che galoppa in cerca degli indizi e che normalmente elabora una prima ipotesi sull’accaduto.
In questo giallo abbiamo tre distinti racconti nei quali l’abilità speculativa di Wolfe sarà messa a dura prova.
Nel primo un assassinio durante una cena alla quale partecipa direttamente Wolfe e che sarà una specie di partita a scacchi con l’assassino. Un mosaico che Wolfe ricomporrà con la solita tenacia e pazienza.
Il socondo caso riguarda una gara di rodeo ed un party nel quale sarà trovato un cowboy strozzato dal lazo di un altro partecipante al rodeo stesso.

E infine un cadavere in un taxi fermo proprio sotto la casa di Wolfe.
Comun denominatore in tutte le storie la partecipazione attiva della sfera femminile, coi suoi guizzi d’ingegno, la sua logica particolare, i suoi istinti che cozzeranno continuamente con l’abile e sagace mente del nostro detective. Una battaglia speculativa che è puro godimento per il lettore che si troverà la soluzione dopo una serie strettissima di passaggi logici in una sorta di domino mentale.

Edizione commentata

Rex Stout, Colpo di genio, Mondadori, Milano, 2016

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Filippo Papini

Nato a Firenze (qualche tempo fa) dove vive e lavora. Laureato in Lettere, ha pubblicato i testi teatrali Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, La danzatrice dal ventaglio nero, È quasi ora, Le perdute parole; un poliziesco Giallo mare; una raccolta di poesie Osè e una serie di articoli per riviste di nautica. Nel 2011 ha contribuito alla nascita dell’associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it