Qualche volta Londra mi sembra come una gigantesca miniatura. Le poche volte che mi capita di vederla dall’alto per esempio, o quando con la metropolitana (tube o underground) passi in superficie su qualche sopraelevata tra le case e magari vedi altri treni qua e là, e autobus rossi tutto intorno giù nelle strade. E allora ti sembra di stare in uno di quei plastici dove da piccolo facevi correre il tuo trenino elettrico sognando un giorno di poterlo ingrandire e ingrandire e ingrandire, quasi come fosse Londra appunto. Non saprei come altro descrivere questo gigantesco intreccio di autobus, ferrovia, tram, metropolitana, che non si ferma mai e ti porta ovunque e che sembra vivere di vita propria. Come se fosse la città stessa a muoverti da una parte all’altra, come se fosse percorsa da un infinita rete di nastri trasportatori o tanti tunnel spazio temporali che ti catapultano in posti così diversi tra loro da non sembrare neanche far parte dello stesso paese. A volte ti chiedi come sia possibile che tutto ciò riesca a funzionare, soprattutto quando percorri qualche stazione più sgarrupata di altre,  quando vedi cavi elettrici scoperti ciondolare a caso scintillando nel buio, infiltrazioni di umidità, ratti da 6kg che attraversano i binari, autisti svogliati che mangiano ciambelle. E allora ti viene da pensare che sia tutta un po’ una magia o che davvero esista un grande macchinista. Come quando esci da un treno della metropolitana, cambi binario e uscendo sulla piattaforma vedi arrivare proprio il treno che aspettavi e tu non devi fare altro che salirci sopra. O quando come oggi riesco a prendere al volo senza un minuto di attesa tutti e 3 i bus che mi servono per andare a lavoro. Che poi quasi sempre per qualsiasi tragitto tu debba percorrere esistono diverse combinazioni di mezzi che ti portano a destinazione. Quando sono venuto qui la prima volta non c’era google maps. Oggi c’è e ci sono altre applicazioni che in tempo reale ti aiutano a decidere quando scendere da un bus o da un treno per prendere la giusta coincidenza, il tragitto più breve, quello più veloce, quello con meno strada da fare a piedi, etc. E dopo un po’ di tempo che sei qui inizi a imprecare al sesto minuto di attesa, poi quasi sempre al settimo minuto il tuo bus o treno arriva.

E allora ripenso a Firenze e alle ore perse alle fermate e mi piange il cuore al ricordo della triste e solitaria linea 1 della tramvia e allo scricchiolio col quale affronta le curve a 2 km orari. Quella sì che è un giocattolo.

E lo so che paragonare Firenze a Londra è ingiusto. Sarebbe come se voi paragonaste quello che sto scrivendo a qualche pagina di Dickens. Non dico quindi che la nostra città dovrebbe assomigliare a Londra, ma potrebbe provare ad assomigliare almeno ad Amsterdam, oppure a se stessa degli anni ‘30 quando le linee del tram erano circa 210 km e non 7,4 come oggi quando la gente si appende al pioppo al quale da bambino portava il cane a pisciare affinché non venga spostato per far passare il tram oppure un sindaco decide di deviare il tragitto fuori dal centro storico per non turbare i morti nel rinascimento.

Londra
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