I valori, nel calcio, esistono ancora.
In un mondo dove le bandiere sembrano non esserci più, dove l’attaccamento alla maglia appare solo come un ricordo sbiadito, dove chiudere la carriera – là dove si è iniziata – sembra solo un’inutile perdita di soldi e tempo, in un mondo dove il Dio denaro viene venerato e lo sceicco è il tuo capo, esistono ancora persone capaci di ringraziare per quello che hanno avuto e non dimenticare un glorioso passato.

Fiorentina-Genoa: pioggerellina sottile e clima ideale per il gioco del calcio.
Non è così facile scacciare pensieri maligni. Troppe occasioni sprecate, partita non chiusa e la mente viaggia, preparandosi allo scenario peggiore possibile. Si immagina la beffa, la beffa delle beffe: dopo anni in viola, la rete dell’ex ad opera di Vargas. Il diversamente magro, come lo chiamavano nei suoi periodi più kilopromettenti.
Gennaio 1998: Maurizio Ganz, ceduto durante il mercato di riparazione dall’Inter ai cugini del Milan, pochi giorni dopo, segna proprio nel derby. Ed esulta in maniera più che scomposta.
Settembre 2009: Adebayor, fischiatissimo ex, alla prima in maglia Manchester City, contro la sua ex squadra dell’Arsenal, dopo aver segnato, si fa tutto il campo di corsa per andare a esultare in faccia ai suoi ex tifosi (guarda video).
Altro che rispetto per i colori un tempo vestiti. Al diavolo la stima di chi un tempo ti ha sostenuto.
Sedici minuti dal termine della sfida Fiorentina-Genoa: esce Vargas ed entra un altro ex, Mattia Cassani.
La beffa rischia di essere ancora più cocente: Mattia Cassani, un gol in maglia viola in un anno e mezzo.
Mattia Cassani da Borgomanero, un uomo come quelli di un tempo. Con dei valori. E con un bel paio di baffi. Come quelli di un tempo.
Alla prima occasione buona, quattro minuti dopo il suo ingresso in campo, Mattia Cassani da Borgomanero, un gol in maglia viola in un anno e mezzo, gonfia la rete. La propria. Che adesso è quella del Genoa.
Mattia Cassani da Borgomanero: un gol in un anno e mezzo, e un’autorete in quattro minuti.
Perché il passato non si dimentica. E come il galateo del calcio impone, il gol dell’ex non lo festeggia.


Decisamente un bel paio di baffi (foto Repubblica.it)

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Paolo Serena

Paolo Serena, sociologo e giornalista, toscano doc e fiorentino mezzosangue, è un gran tifoso viola e un fan senza tempo di Riccardo Zampagna.
Ama gli spaghetti alle vongole, il caffellatte con le Gocciole e il sud-est asiatico; odia la Juve.
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