imagesVacanze di Natale, che bello! Facciamo un giro in centro per mercatini, guardiamo le vetrine luccicanti, respiriamo l’aria natalizia, i regali, i giorni di ferie dal lavoro e … i compiti per le vacanze! Ecco il peggior incubo di tutti i genitori di figli in età scolare: i compiti per le vacanze, che i pargoli non hanno nessuna intenzione di fare né, tanto meno, capacità organizzative del tipo “ne svolgo un po’ tutti i giorni ed arrivo in fondo in scioltezza”. In realtà ci troviamo agli ultimi giorni con un sacco di compiti da svolgere, poco tempo e nessuna voglia. Così anche per me che devo inforcare gli occhiali da lettura, agguantare il diario, obbligare Emanuele e Federico sotto le peggiori minacce (“Rivendo la ps4!” è la più efficace) a sedersi alla scrivania ed iniziare.

Mio marito si defila elegantemente tra un: “Io devo lavorare” ed un “…non sono in grado, tu hai fatto lettere” ed io, non senza aver rimarcato che lui non ha quattro figli, ma quattro adozioni a distanza, mi rassegno al fatto che purtroppo ho più tempo libero e perciò tocchi a me.

Così i pomeriggi passano tra un mio: “…stai seduto composto, pensa a quello che scrivi, devi metterci la volontà, non perderti in chiacchiere, lascia stare il cellulare…” e loro che scivolano sulle sedie, non trovano le penne, hanno libri squadernati, non capiscono il compito, trattano sulla quantità di esercizi da svolgere, si lamentano della cattiveria delle insegnanti, si alzano per andare in bagno e, soprattutto, esordiscono sempre con uno: “stai calma “o, per dirla con le parole di Emanuele, “te calma, arrabbiata no, io pensa ok?”. Ma anch’io sono in seria difficoltà: di aritmetica e geometria non ricordo quasi nulla perciò leggo l’esercizio. “Calcola la radice quadrata delle seguenti cifre mediante la scomposizione in numeri primi” e penso “ma non c’era la funzione sulla calcolatrice?”. Sfoderando un sorriso dico a Emanuele: “Facciamo italiano, che a fare aritmetica, dopo, ti aiuta Davide!” Lui sorride sornione e mi dice: “Difficile eh? Io insomma e te difficile”. Come di dire: a me non riesce bene ma anche te vedo… Con Emanuele però è più facile perché la volontà ce la mette; Federico, al contrario, è completamente disinteressato e perciò, come osserverebbe il dr. Losco, perfettamente normale. Punta al massimo risultato con il minimo sforzo. Se lo rimprovero perché legge male e gli prospetto un futuro in cui tutti leggeranno scorrevolmente tranne lui, mi replica placido: “appunto: sapete leggere tutti, mi leggerete voi…”. Così il tema per le vacanze – un robot per amico – recitava nello svolgimento: “Io non voglio un robot per amico”. Almeno ha il dono della sintesi…speriamo bene!

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