Calogero si innamora di una ragazza di colore e deve vedersela con il padre e con gli amici, tutti italiani del Bronx, teppisti che odiano i neri. Sonny, il boss del quartiere, lo consiglia e lo guida per il meglio.

“L’unica cosa che conta è ciò che è buono per te e come ti senti con lei”.

Poi aggiunge.

“Nella vita di un uomo ci sono solo tre grandi amori e solo tre grandi combattenti. Per me sono stati Rocky Marciano, Sugar Ray Robinson e Joe Louis. Lei potrebbe essere il tuo primo grande amore”.

È un dialogo del primo film da regista di Robert De Niro, Bronx. Robert De Niro per la sua prima avventura registica ha voluto andare sul sicuro, raffigurare qualcosa che conosce bene (come la boxe), con un linguaggio che aveva già usato come attore. Se non avesse avuto la “sfortuna” di incontrare registi come Sergio Leone e Martin Scorsese forse nel suo primo film avrebbe preferito parlare di calciatori e non di pugili per dimostrare la veridicità della sua legge sul numero dei grandi amori che si provano nella vita. Si sarebbe imbattuto in una grande difficoltà, comunque, e cioè che nel calcio i grandi campioni del calcio non sono tali a prescindere, ma a seconda della maglia che indossano, perché la maglia, ovviamente, viene prima di tutto.

Nella vita di un tifoso della Fiorentina quanti grandi amori viola riescono ad entrare per sempre nel nostro cuore? I tifosi della Fiorentina hanno un cuore conservatore, nel senso che è difficile per un grande campione riuscire ad entrarci. Ma quando c’entra ci rimane e ben comodo.

C’è un piccolo signore con un piccolo grande pregio, quello di essere normale. La sua normalità ha conquistato tutti. Il suo correre con intelligenza in tutto il campo, la voglia di giocare al calcio, il suo voler condividere con la sua nuova città i momenti più intimi della vita della sua famiglia, il suo godere nel semplice passeggiare per le strade di Firenze, il suo farsi fotografare insieme ai baristi di un bar in una delle piazze più belle e appartate di Firenze, piazza San Pancrazio, il suo amore raccontato e non gridato per Firenze e la Toscana. Questo piccolo signore è, naturalmente, Borja Valero. A lui ho dedicato la mia password, come in passato avevo fatto solo per Giancarlo Antognoni e Cesare Prandelli. Ecco, questo piccolo signore, la sua normalità e la mia password molto probabilmente non indosseranno più la maglia della mia squadra del cuore. La speranza è l’ultima a morire, però. E così io aspetto a cambiare la mia password. Se poi dovesse vestire un’altra maglia la terrò per un po’, comunque. Se è vera la legge di Robert De Niro con lui son tre ed ho esaurito la scorta. Si starà a vedere. Per l’intanto, soffro.

 

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.