Dai e dai, aspetta e aspetta: vento, pioggia e freddo. È arrivato l’inverno. E con lui, l’arcobaleno. L’avete visto?! L’arcobaleno su Firenze, quello dell’altro giorno: meraviglioso.
E da solo ci ha già ripagato di tutti i pomeriggi che passeremo chiusi in casa, anzi tappati in casa. Ad aspettare che passi quest’inverno e arrivi la primavera.
Noi aspettiamo. Anzi, in realtà son solo io che aspetto.
Perché i miei figli sono in partenza: vanno in Francia – dicono loro.
Valigia e i biglietti: è tutto pronto.
“Forza ragazzi che l’aereo sta per partire. Siamo in ritardo!!!”.
Penso che son proprio figli miei – in ritardo!
“Da dove partite, bimbi?”.
“Dall’aeroporto quello dove c’è la torre di controllo”.
Ma va’….
“Quello dove c’è davanti Cioppone”.
“Che?!”
“Sì, dai mamma. Dai!!!”.
Evviva i bambini, ho capito: l’uccellone di Botero. È proprio lui!
Siamo all’AdF.
Si sistemano sui sedili e partono. Da soli!
Li saluto e sono felice per loro.
E poi piano piano realizzo e comincio a pensare a tutto quello che potrei fare, io. Da sola!
Ma non faccio neppure in tempo a….
Hanno appena girato l’angolo di sala che…
Son già tornati!
Sorridono a tutti denti. Hanno lo sguardo fiero di chi si sente grande, in tutti i sensi.
“E allora: com’è andata?!”
“Bellissimo mamma. Siamo stati a fare un picnic”.
Ma è un’idea favolosa! Un picnic invernale.
Allora tiro fuori dal cesto i giochi della cucina. Stendiamo una coperta a terra – che è pur sempre inverno – ed è fatta.
Ma che l’aspettiamo a fare noi la primavera?!
Picnic tutto l’anno. E con l’arcobaleno!!

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Francesca Falagiani

Fiorentina d’importazione. Sono mamma – a tempo quasi pieno – di tre piccirulli. La mia vita è piena e rumorosa. Un po’ un caos! Dicono di me che sono una persona solare e positiva. Sicuramente: sorrido, spesso. Sono laureata in Media e Giornalismo, sto studiando per diventare maestra. E cerco di barcamenarmi tra mille cose, come tutte le mamme. E poi c’è il mio blog SmartMommy (http://www.smartmommy.it/). Per raccontare tutto il bello dell’essere mamma. Il bello anche nella fatica, nell’esaurimento, nello sconforto. Che ci sono – è innegabile – ma sono una parte. Per raccontare che si può fare. E lo si può fare divertendosi.