20161021_155750Un nuovo lavoro, un colloquio dopo un breve periodo di prova, e… un banale apprezzamento fisico. Buttato, infilato sguaiatamente in mezzo al discorso, ennesima conferma, e non ce n’era nessun bisogno, che per una donna di bell’aspetto, esiste la condanna ad un silenzioso, subdolo, sconosciuto, generale oblio del cervello.
Siamo d’accordo, esistono cose peggiori, ma anche gli apprezzamenti fisici occorre davvero vedere il contesto in cui si ricevono…”, pensava Maria all’indomani, furiosa anche con sé stessa, per non essere riuscita a far prevalere le indubbie doti del suo cervello sulle altrettanto indubbie doti del suo fisico.
Credevo di esser piaciuta  per ciò che avevo dimostrato di saper fare in azienda, per ciò che di innovativo avevo apportato, per la mia intelligenza creativa.. e invece, inaspettato, invadente, fastidioso fino ad essere oltraggioso è arrivato l’apprezzamento, il commento e, come per caso, l’invito a cena. Maldestro, fuori luogo, forzato, perfino inutile considerato l’ineluttabile rifiuto che ha avuto come risposta”.
I pensieri di Maria erano tutti all’insegna della rabbia e della delusione anche perché sapeva bene di non poter condividere il suo disappunto con nessuno poiché nessuno l’avrebbe capita: “Ma cosa ne sanno gli altri dello sconforto che ti prende quando ti accorgi che la considerazione che hai intorno è dovuta unicamente il tuo aspetto esteriore? Cosa ne sanno dei disagi di chi, ogni volta, deve combattere per essere accolta come persona e non solo come oggetto decorativo?”
Non era la prima volta che si faceva queste domande e non era la prima volta che non riusciva a trovare risposte.
Oggi però era decisa a cambiare registro. Non intendeva più sentirsi in difficoltà davanti ad un grossolano approccio, non voleva più pensare a cosa fare per essere apprezzata per il suo cervello, non intendeva più considerare la sua bellezza come una difficoltà: se la vita l’aveva fatta bella, la bellezza sarebbe stata la sua alleata.
Le armi giuste per combattere questa battaglia le aveva tutte: bellezza, intelligenza, umorismo, determinazione, e adesso anche sfrontatezza. Almeno quella sfrontatezza necessaria a ribaltare situazioni che fino ad adesso aveva solo subito e di cui era stata vittima silenziosa.

Non sarebbe stato facile, niente viene mai per caso, ma infine, ne era certa, ce l’avrebbe fatta, e da donna condannata a piacere si sarebbe trasformata in donna consapevole di piacere…

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Sabrina Sezzani

Da lettrice appassionata a scrittrice per passione: Fiorentina DOC lavoro per vivere ma scrivo per divertimento; la mia passione è raccontare storie di donne,e quindi, naturalmente, anche degli uomini con cui hanno a che fare…

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