I ricordi di una poltrona del Gambrinus, vita, sesso, amore, cinema, il caso Edison e la globalizzazione. Tutto visto con gli occhi di gommaspugna di una poltroncina del cinema vissuto in Via Dè Brunelleschi.

 

Beh sì certo, ci ho lavorato tanti anni, quasi tutta la vita, sa, ho una certa età, io il posto fisso l’ho visto in faccia. Io insieme a tutte le altre, saremo state una centocinquantina credo, certo, più quelle del piano alto ma non le ho mai conosciute, ho sempre sentito dire che erano tipe con la puzza sotto al naso, ma a me delle dicerie non è mai importato molto. Io sono una poltrona di mondo, ho lo schienale largo, prima di arrivare al Gambrinus ho lavorato all’Aldebaran e all’Arlecchino, posti mica facili, quello era un lavoro sporco, lì rischiavi la tappezzeria una sera si e l’altra pure.

Ad ogni modo ne ho visti passare di film sullo schermo, sempre lì, dallo stesso posto e lo so che sembra incredibile, ma davvero ci veniva tanta gente, anche se non era una sala moderna e non c’era il parcheggio vicino e quando ci entravi sembrava di entrare dentro il bagno di Maria Antonietta. C’era anche questa leggenda che un certo Francesco ci avesse girato dei film sul biliardo da qualche parte giù nello scantinato. Insomma, non era male, e poi si vedevano mele di tutti i tipi, quando arrivavano quelle delle studentesse univerisitarie mi facevo morbido morbido per farle stare comode, mentre non ho mai sopportato le vecchie parruccone con la pelliccia e tutti quei litri di profumo che mi scombussolavano. Mi ricordo invece quell’anno che uscì Titanic, c’è stata una tipa con un culo gigantesco che ha visto tutte le repliche, giuro, nessuna esclusa, sempre seduta su di me. E ogni volta che c’era il topless di Kate Winslet tutte le altre poltrone mi facevano: guarda guarda, gli si vedono i capezzoli! Ma io vedevo solo questo culo enorme. Non l’ho mai visto il seno di Kate, è stato uno dei rimpianti della mia vita.

E poi una volta sono venuti due tipi, me li ricordo bene, si vedeva che erano innamorati, dovevano essere al primo appuntamento, lui aveva un culo tutto secco e ossuto, due mele timide, di quelle che si siedono e non le senti neanche, lei invece un culo piccolo ma tosto. Erano venuti a vedere Lady Killers, il film meno conosciuto dei Coen, ma non l’hanno mica visto quei due il film. Stavano proprio bene insieme. Secondo me ora sono in giro per altri cinema, non si sono fermati. Si vedevano lontano un miglio che quelli erano culi fatti per stare insieme.

Oh si, mi scusi, ogni tanto mi lascio prendere dalla malinconia, che ci vuole fare, sono tutto imbottitura e romanticismo.

Ma erano bei tempi, mi creda.

Davvero.

Mi sono divertito.

Non mi posso proprio lamentare.

E non è che le cose vanno peggio o meglio nel mondo, semplicemente cambiano e alla fine il cinema ha chiuso, e ora sono in questo magazzino, mi hanno detto che al posto del cinema ora c’è un Hard Rock Cafè. Roba da pazzi. Mi hanno detto che anche la libreria lì vicino è chiusa e che ci faranno un eppolstore, cosa sia non lo so, ma deve essere roba che arriva dagli Stati Uniti. Una cosa però invece la so, anche se stavo al buio in silenzio a guardare i vostri culi in fondo lo sapevo, lo sapevo che prima o poi tutti quei film americani vi avrebbero spappolato il cervello.

Altro che storie.

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.