Il confine tra genialità e stoltezza, tra tempismo ed essere fuori tempo massimo, tra mercato oculato e campagna acquisti insoddisfacente, a volte è labile. Una linea sottilissima e quasi impercettibile, che divide concetti così lontani, ma anche così vicini. Un confine microscopico. Ma che esiste.

Per cui capisco la voglia di festeggiare, di celebrare la seconda rete consecutiva; il desiderio di dedicare il momento di massima gioia per un calciatore – il gol – ad un amico che fa il torero o al proprio compagno nostalgico, che vuole solo tornare a casa. Perché l’attico sopra il Ponte Vecchio non è comunque casa sua. E magari a Siviglia ci sono anche meno zanzare, che arrivano lì, intorno al tuo letto, e non ti fanno dormire e ti fanno soltanto rimuginare sul tuo eccelso talento da calciatore, che non hai messo abbastanza a disposizione della tua squadra del cuore. Capisco la vicinanza, l’amicizia, la connazionalità, la difficoltà di trovare un termine che voglia indicare che due persone sono dello stesso Paese: tipo “connazionalità”. Comprendo tante cose, come l’apprendere che anche per questa domenica sarai nell’undici titolare insieme a Gilberto. Ma perché fare il torero sotto la curva Maratona? Perché farsi odiare da dei tifosi gemellati con i tuoi sostenitori? Perché? Perché, caro Alonso?

Perché questo non è fare un fiore e poi cacarci sopra. È molto peggio. È farla a spruzzo in mezzo ad un campo di girasoli. È quasi come prendere tre gol in nove minuti e subire una sconfitta in un match soporifero che avevi totalmente in controllo. È quasi come capire che con un paio di acquisti mirati poteva davvero essere un grande anno. Ed invece preferiamo vedere i nostri “fratelli” festeggiare. Bontà d’animo. Abbiamo lasciato a loro anche Baselli e Zappacosta. Tanto sulla fascia destra siamo sistemati.

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Joan Verdù, pensaci tu

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Paolo Serena

Paolo Serena, sociologo e giornalista, toscano doc e fiorentino mezzosangue, è un gran tifoso viola e un fan senza tempo di Riccardo Zampagna.
Ama gli spaghetti alle vongole, il caffellatte con le Gocciole e il sud-est asiatico; odia la Juve.
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