È possibile solo immaginare la rabbia degli allenatori delle due nostre franchigie impegnate, in questo periodo, nelle coppe europee. Sia il Benetton Treviso, nella Champions Cup, che le Zebre, nella Challenge Cup, si sono visti portare via una vittoria già conquistata.

Entrambi match molto impegnativi, rispettivamente contro il Tolona e Pau, entrambe le partite giocate in casa. Il Benetton riesce a giocare alla pari contro la storica formazione francese chiudendo con un secondo tempo ad altissimo livello con un continuo susseguirsi di calci di punizione. La partita va però ai francesi all’80° minuto con un risicato punteggio di 29 a 30.
Punto bonus difesa per gli italiani che rimangono con l’amarezza della ennesima partita che poteva essere vinta.

Ma la partita che invece lascia veramente a bocca aperta è stata quella tra Zebre e Pau. I bianco neri attaccano, nel primo tempo, all’arma bianca distruggendo le difese avversarie e facendo proprio il campo in pochissimo tempo. La prima metà della partita si chiude per 30-7 a favore della franchigia italiana.
Il discorso cambia nel secondo tempo. Vuoi per la stanchezza o per il possibile errore di gioventù di aver dato per scontato la partita, i nostri sono incapaci di arginare l’attacco avversario permettendo una rimonta con sorpasso, anche grazie a due mete tecniche concesse dagli italiani, fino ad arrivare ad un punteggio finale di 33-38.
Anche in questo caso punto bonus di difesa e tanta, tanta amarezza.

Cosa non sta funzionando nelle due franchigie? Perchè vengono letteralmente regalate, nel caso delle Zebre, delle partite praticamente già vinte? Il grosso numero di falli concessi può essere già una risposta. Troppo nervosismo, troppa poca disciplina in campo che, come sempre, vengono pesantemente punite nel rugby.
Conor O’Shea, interpellato riguardo alla situazione del rugby italiano alla inaugurazione del PRO14, ha affermato che vedremo un miglioramento, non chissà che vittorie. Per ora ha avuto ragione. Gli atleti italiani hanno migliorato molto la loro tecnica e resistenza. Resta da implementare la loro tenuta psicologica.

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.