La pizza è nata, oramai un paio di secoli fa, come cibo povero di strada. Resa celebre dalla famosa presentazione alla regina Margherita, diventata poi punta di diamante della cucina italiana. Questa storia la sanno tutti, ma forse non tutti sanno che, quantomeno in Firenze, la pizza sta tornando alle sue origini. Ovvero quella del cibo di strada perdendo la connotazione di dover essere necessariamente servita al tavolo. Trovando, tra l’altro, anche situazioni di altissima qualità fino ad arrivare a, purtroppo, pizzerie che avrebbero bisogno di una maggiore attenzione nella loro gestione.

Mi è capitato, ultimamente, di dover soffermarmi in una di queste situazioni per cena e sono capitato, appunto, al Corner pizza. Situato in via dello Steccuto, in posizione particolarmente strategica davanti alla stazione di Rifredi tanto da non dover temere la concorrenza di un’altra attività simile a pochi metri.
Mi sono trovato ad avere a che fare con un piglio anche troppo scanzonato, il che non è male ma al punto di rischiare di apparire poco professionale non è il massimo, ad esempio appena sono entrato ho trovato l’addetta alle consegne a  preparare varie comande, tra una telefonata e l’altra e contemporaneamente uno dei pizzaioli che cercava di pulire il pavimento, il tutto in un ambiente tutt’altro che grande. Decisamente i nostri danno più importanza al take away rispetto al vendere le pizze alla maniera tradizionale, l’orario non era di massima affluenza,  ma l’impatto non è stato dei migliori.

Faccio la mia ordinazione e ricevo, dopo pochi minuti, l’agognata pizza. Servita già tagliata su un tagliere di legno, fa bella mostra di se la “speck e scamorza” che decido di abbinare ad una birra italiana. La qualità della pasta è buona peccato che prediligo le pizze veraci, ovvero belle alte. La vera pecca è il condimento che è risultato essere insipido.
Anche se il prezzo è stato decisamente sotto la media Corner pizza non mi ha fatto gridare al miracolo. Peccato. Ripeto, molto probabilmente sono arrivato in un orario non ottimale (erano quasi le 22:00) ed il mio vuole essere giusto un parere. Perciò mi riprometto di tornare, tra qualche tempo, a mangiare in quel di via dello Steccuto, magari mi sono sbagliato…

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Alessandro Fantini

Fiorentino di terza generazione, divoratore di libri e fumetti, instancabile frequentatore di cinema e pub. Tifoso sfegatato di rugby, collezionista compulsivo, amante dei tatuaggi.
Poi ho anche dei lati positivi.