Stavo preparando l’intervista al famoso graphic designer, web disegner, insegnante, blogger, webguru e chi più ne ha più ne metta Francesco Mugnai in treno. Essendo impreparata ho pensato di farmi aiutare dal signore seduto davanti a me. Senta – gli ho detto – lei cosa chiederebbe a Francesco Mugnai? E chi ll’è? – mi ha risposto – il cugino della mi moglie?

Quindi, Francesco, sei tu il cugino della moglie del signore che ho incontrato in treno? Chi sei tu? Non trascurare le implicazioni filosofiche di questa domanda, mi raccomando.

Scherzaci, potrei essere davvero il cugino di sua moglie, Firenze è piccola eh! La domanda ha tante implicazioni filosofiche ma ora come ora, per la farla semplice, ti direi che sono un trentaquattrenne (a dicembre!) Fiorentino che si campa grazie ad internet. Sono anni che progetto siti web, che insegno in istituti d’arte privati e che mi sono inventato un ruolo di blogger “professionista” (suona tanta bene). Ho fatto studi classici (liceo e laurea triennale in comunicazione linguistica  a lettere) ma ho sempre pensato e saputo che avrei lavorato in questo settore.

Mi sono costruito questi ruoli, non senza fatica, perché sono sempre stato convinto che in tempo di crisi un lavoro vada prima “immaginato” e poi vissuto con passione. Altrimenti si resta sempre ancorati agli stessi ruoli, alle stesse frustrazioni, agli stessi pensieri. Ogni tanto mi si rimprovera di essere un sognatore,che questo discorso vale solo per una terra di mezzo come internet ma non è vero. Avete un bar di 5 metri per 5? Inventatevi i nomi dei panini, un aperitivo curioso e qualche apertura straordinaria a tema. Alla fine è esattamente quello che faccio io nel mio lavoro.

Mi sarebbe piaciuto molto l’effetto “Carramba, che sorpresa!” e farti ricongiungere a questo tuo parente acquisito, ma quando gli ho spiegato il tuo lavoro ha detto sicuro “unn è lui” poi ha aggiunto “ma che lavoro è?” . Spiegacelo tu: che cosa fa un web designer? Cosa c’è dietro a un sito?

Mi piace molto parlare per metafore, te ne faccio una. Di solito paragono un sito ad una macchina. Una bella macchina su misura, personalizzata per ogni cliente. Il mio lavoro comincia con il capire se il cliente ha bisogno di un’utilitaria o di una spider, fatto questo preparo il motore della macchina (solitamente uso WordPress, che per chi non la conoscesse è una piattaforma gratuita ed estremamente flessibile) e ne disegno il telaio e carrozzeria. Faccio approvare il progetto, unisco i componenti, aggiungo qualche optional e voilà la macchina è pronta. Il problema è quando mi si chiede di aggiungere funzioni inutili o agghiaccianti e fatico a spiegare al cliente che non sono davvero necessarie al suo business. Rimanendo nella metafora, sono un po’ come i dadi che si vedevano gli anni ’80 attaccati allo specchietto, ecco.

Parliamo del tuo blog: è conosciuto in tutto il mondo ed è seguito da tantissime persone (dal 2008, 17 milioni di visitatori unici, 67.000 fans su fb, 7.000 followers su twitter, 4.400 followers su pinterest, 3.700 abbonati alla newsletter settimanale). Ma raccontaci, com’è nato?

Nato assolutamente per caso, sei anni fa. Volevo pubblicizzare un po’ di lavori all’estero (per quest si chiama “blog of francesco mugnai”) ma avevo davvero pochi visitatori.Poi, un giorno, feci una lunga ricerca sui biglietti da visita perché dovevo stamparne uno. Trovai una settantina di esempi interessanti e decisi di pubblicarli sul blog, casomai fosse servito a qualcun altro. Spensi il mac e andai a letto. Quando mi svegliai trovai migliaia di visitatori che erano arrivati da stumbleupon. Qualche santo (ora si direbbe “influencer”) aveva linkato la mia pagina sul social network americano e mi aveva dato una bella botta di vita. E in quel momento mi venne un’idea….provare ad ispirare la gente che come me cercava qualcosa di molto specifico e perdeva ore nel farlo. Creare collezioni di “cose belle” e far risparmiare tempo a chi non ne aveva molto a disposizione.

Un po’ di fortuna serve sempre, ma non basta, soprattutto nella blogosfera, come hai fatto a farlo crescere? Qual è il segreto?

I segreti si contano sulle dita di una mano. Direi che i principali sono 3.

1) Essere onesti con chi ti legge e con chi ti fornisce il materiale. Niente recensioni a pagamento, niente trucchi, solo quello che è veramente attinente il post e massimo rispetto delle immagini pubblicate (sempre links agli autori, non solo al loro sito ma anche allo shop, se ce l’hanno, al blog personale o ai canali social). Alla fine un blog del genere serve per mettere in contatto domanda e offerta, è un canale sicuro e pulito per scambiarsi opinioni e vedere belle foto.

2) Metterci tanta passione. Questo lo dico sempre. Se non ci si mette passione tutto finirà come non è cominciato. Spesso è faticoso e noioso da aggiornare, ci sono quelle serate in cui preferiresti farti un aperitivo in centro ma sai che ti devi dedicare almeno un’ora agli aggiornamenti. Un blog è come una piantina, se non l’annaffi muore.

3) Content is king. Vecchissimo detto ma sempre valido. Se fai contenuti spazzatura la gente ne sentirà l’odore. La qualità prima di tutto.

A proposito di qualità, il tuo blog punta tutto sul visuale, perché questa scelta?

Bella domanda. Prima di tutto punto sul visuale perché, pur sapendo bene l’inglese, non sono un madrelingua e certe sfumature sono difficili da esprimere (e si perdono strada facendo). Poi perché credo molto nella forza delle immagini. Si dice che gli sguardi siano frasi perfette e per me anche una foto, se è bella, non ha bisogno di parole. Comunica a tutti nello stesso modo.

Mentre guardo i tuoi post mi domando sempre “ma come gli sarà venuto in mente di cercare le foto delle scale?!”

Un post lo preparo in base alle idee che mi vengono o che mi suggeriscono gli utenti. Ogni tanto parto dalla mia collezione di feed rss (un tempo qualcun altro si sarebbe vantato di averne una di farfalle) che contiene circa 1.300 siti. Altre volte uso Pinterest, Facebook o Tumblr. O ascolto un po’ di musica. Giro a caso finché non trovo un’idea buona. Nei migliori dei casi, invece, apro la posta e leggo le email che ricevo dai miei utenti. Se sono fortunato ci trovo foto o presentazioni di artisti interessanti!

A proposito di feed rss, quali blog dobbiamo seguire, oltre a tuo ovviamente? Non dircene 1300, solo alcuni.

Ce ne sono tanti validissimi. Qualche nome in ordine sparso: Chris Coyier (css-tricks.com), Lea Verou (lea.verou.me), Jeffrey Zeldman (www.zeldman.com), Jason Santa Maria (jasonsantamaria.com). E poi Smashing magazine (www.smashingmagazine.com) che è il punto di riferimento per ogni web designer che si rispetti.

Quali sono le ultime novità nel campo? Ma soprattutto, siccome stiamo rifacendo il nostro sito , dacci qualche piccolo suggerimento?

Beh, è fondamentale che il sito sia responsive e funzioni bene sia su cellulari che tablets, ancor prima che su normali desktop. Poi in questo momento stanno andando forte le immagini di copertina degli articoli a tutto schermo, i menu “fixed” (che seguono l’utente mentre scolla la pagina) e soprattutto i siti “minimali”, semplici e con pochi colori. Un consiglio? Lasciate spazio intorno al corpo dell’articolo e ai contenuti principali. Quando andate in un museo a vedere un bel quadro il muro è sempre bianco o comunque monocromatico. Non ci devono essere elementi di distrazione intorno. Sul web è uguale.

Ultima domanda, stiamo chiedendo a tutte le persone che intervistiamo quale è il posto di Firenze a cui sono più legati, qual è il tuo?

Il mio è sicuramente Ponte Vecchio. Ci sono legato per tanti motivi ma è una delle parti della città che posso chiamare casa. D’estate quando ci sono gli artisti di strada a suonare mi piace fermarmi ad ascoltare la musica e ci trovo una gran pace nonostante il flusso continuo di gente. Poi il tramonto visto dal ponte vecchio è unico al mondo!

Uh, che romanticone! Ultimissima richiesta: fai ai nostri lettori una domanda.

Visto che l’argomento mi sta a cuore, vorrei chiedere ai vostri lettori dove trovano ispirazione. Nella musica? Nelle persone? O magari in un posto specifico di Firenze? Son proprio curioso!

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Fatjona Lamce

Fatjona non sa, ma sta imparando.