Campione, precursore, profeta. Immenso sul campo, straordinario fuori dal campo.

Ormai su Johan Cruijff è stato scritto tutto: perché quando ci lascia una leggenda, è giusto onorarla. Perché un talento così, all’avanguardia, avanti coi tempi, che detta i tempi, deve necessariamente essere fuori dal tempo e riecheggiare nella storia del calcio.

Al di là della retorica, vorrei soffermarmi su ciò che ha rappresentato e rappresenta Cruijff; anche per chi non lo ha mai potuto ammirare dal vivo, in diretta televisiva e ne ha ripercorso le movenze solo in sbiaditi vhs.

Oltre i trionfi con l’Ajax e con il Barcellona, Cruijff rappresenta un’incompletezza tanto lampante da essere perfetta. L’incompletezza di quella magnifica Olanda, di quell’ “Arancia Meccanica” tanto bella quanto mai vincente. Cruijff è il simbolo di come per essere immortali non si debba per forza essere vincenti. Anzi: usando le stesse parole del Profeta del gol, “se nel ’74 fosse stata l’Olanda ad imporsi in quella finale della Coppa del Mondo, forse oggi nessuno parlerebbe di quella partita, di quanto fossimo stati bravi e della perfezione di quel calcio giocato”.

Per questo motivo Johan Cruijff è leggenda, è arte, è il calcio portato ad una dimensione filosofica. È i Prigioni di Michelangelo, è la Sagrada Familia di Gaudì, la Fiorentina guidata da Trapattoni campione d’inverno. È conoscere una ragazza, scherzarci, riderci, sentire un feeling mai provato e non rincontrarla mai più. È l’emozione dell’incompiuto, del “sarebbe potuto”, un velo di tristezza che nasconde una magnifica opera d’arte. È il quasi gol di Pelè nel ’70, è il tiro d’esterno al volo di Baggio a Francia ’98. È il “quasi” che sembra una carenza ed invece è una completezza: è la chiusura perfetta di una storia che così non finirà mai.

Perché “il lato umano dello sconfitto è molto più affascinante di quello del trionfatore: i vincenti non sanno letteralmente quello che si perdono”.

cruijff
(Visited 118 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Paolo Serena

Paolo Serena, sociologo e giornalista, toscano doc e fiorentino mezzosangue, è un gran tifoso viola e un fan senza tempo di Riccardo Zampagna.
Ama gli spaghetti alle vongole, il caffellatte con le Gocciole e il sud-est asiatico; odia la Juve.
Diventa fan di Ultras da Tastiera