Sui banchi dei fruttivendoli, in questo periodo, si trovano anche delle verdure a foglia, squisite e saporite: basti pensare al cavolo nero, re della ribollita, agli spinaci e alla bietola. Sono tutte verdure che amiamo cucinare. Osservando meglio fra gli ortaggi esposti, ho notato della bietola a coste larghe e, pensando a come cucinarla, mi è venuto in mente di provarla come condimento per la pasta, ma…

Ingredienti:

Bietola a costa larga 600g circa (un mazzo grosso)
Pasta gnocchi 500g (quelli fatti a conchiglia)
Robiola una confezione 100g
Aglio due spicchi
Noce moscata q.b.
Sale, pepe, olio EVO q.b.

P.S. Per la pasta potete usare, secondo il vostro gradimento, anche le mezze maniche, le chiocciole, o comunque pasta corta.

Prendete la bietola, lavatela e tagliate la parte verde e tritatela; fate a tocchetti, di un centimetro circa, le costole.
Preparate una padella grande, con un filo d’olio EVO e i due spicchi di aglio tritati; fate soffriggere e aggiungete la bietola ancora bagnata. Coprite e fate cuocere. A metà cottura, aggiungete la pasta e due bicchieri d’acqua. Mescolate spesso e, se necessita, aggiungete acqua, quel tanto che basta a farla assorbire dalla pasta. Pasta e bietola devono cuocere insieme e, soprattutto a fine cottura, l’acqua deve essere stata tutta assorbita. Aggiustate sempre di sale.

A fine cottura, con la pasta ancora al dente, aggiungete la robiola, un po’ di noce moscata, il pepe e fate amalgamare bene.  Servitela con una spolverata di formaggio grattugiato e un filo d’olio EVO.
Il risultato: il glutine della pasta si è amalgamato bene alla bietola e l’aggiunta della robiola ha reso il tutto non solo più cremoso, ma ha dato anche un tocco di leggero gusto acidolo, che rende ancora più gustoso questo piatto.

Si può usare anche la ricotta o il gorgonzola, a seconda se vogliamo avere un piatto più o meno saporito.

Per i cultori degli anni ’70 – ’80: potete usare una buona panna da cucina, il risultato sulla cremosità sarà identico, ma il sapore più delicato.

Come sempre
Buon appetito…
E fatemi sapere

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.