La sera della fumata bianca a Roma, c’è stata un’assemblea pubblica organizzata dalla CGIL dal titolo “La condizione del lavoro nell’outlet di Barberino di Mugello”. Esattamente un mese prima era nato il comitato dei lavoratori, presieduto da un consigliere comunale della lista civica che siede nelle fila dell’opposizione alla giunta del paese. A parte il racconto iniziale degli stessi lavoratori dell’outlet e l’intervento di un lavoratore dei Gigli, il resto è stata una deprimente passerella di esponenti dei partiti, dal locale al regionale, compresi i neoapparsi sulla scena del movimento cinque stelle. Ma la cosa via, via è sfuggita di mano a tutti. Urla e applausi si sono sprecati. La mia contentezza nel vedere una sala gremita intorno a un tema snobbato dai tempi della chiusura della RIFLE (1999) s’è spenta rapidamente. Una vera e propria rissa di parole che simboleggia il grande caos intorno al lavoro e dunque al nostro paese su di esso fondato. Non si riescono più a distinguere i ruoli: dei lavoratori, dei cittadini, delle istituzioni, dei sindacati, dei partiti, dei comitati, dei movimenti. Non si capiscono i livelli d’intervento sul cambiamento dal locale, al regionale, al governo. Non si riesce più a individuare il quadro normativo, non si fanno distinzioni fra una legge dello Stato e un protocollo di intesa. Dunque un grande calderone che ha oscurato la gravità della situazione in cui ci troviamo in quanto non si capisce più chi e cosa possiamo fare da ora in poi. Non m’è piaciuta l’aggressione violenta e massiccia contro il sindacato. Mi ha fatto proprio male, dentro. Però. Quando il segretario della camera del lavoro ha preso il microfono in mano e ha urlato “Andate a fare il governo e togliete voi la legge sulla precarietà” ho pensato, ecco, questa frase io l’avrei voluta sentire da almeno venti anni a prescindere da chi fosse stato il primo partito incaricato di governare l’Italia. Lunga vita al sindacato, ma che abbia questa grinta, sempre.

L’Incartauova esce ogni sabato sull’Unità della Toscana

(Visited 39 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua