Uno dei fatti salienti del campionato di calcio 2016/2017 è stata la salvezza del Crotone.
Nessuno ci avrebbe scommesso un euro alla fine del girone di andata. Solo Nicola, l’allenatore filosofo (“i nostri pensieri sono potenti, anche se non lo crediamo, ma i pensieri hanno un’evoluzione nel nostro inconscio, che poi è il 95% della nostra mente”) ci ha creduto sempre.
Un mezzo miracolo, forse anche intero.
I pensieri potenti di Nicola, i gol di Falcinelli e la garra provinciale? Certo, ma forse anche altro, qualcosa di metafisico e impalpabile, le radici sportive profondissime di una città che è stata una delle prime capitali dello sport ai suoi albori. Antichi e benigni spiritelli sportivi, sorta di Ariel shakespeariani, che vagano intorno allo Scida, lo stadio locale, gli spiritelli di Milone e di Astilo, atleti crotonesi, fra i più vincenti dei Giochi Olimpici dell’antichità.
Ai tempi della Magna Grecia, a Crotone lo sport era una vera e propria religione. La scuola sportiva, cui dette il proprio contributo di conoscenze anche Pitagora, fu tra le più famose e vincenti del mondo antico. “L’ultimo degli uomini di Crotone è il primo fra i greci” si usava dire in città.
Il lottatore Milone, che si narra in un pasto potesse mangiare fino a 25 chili fra carne e pane, annaffiando il tutto con dieci litri di vino, trionfò cinque volte, dal 532 a.c. al 516 a.c. nelle Olimpiadi, vincendo, fra una Olimpiade e l’altra, tutte le manifestazioni cui partecipava.
Fu battuto soltanto nel 512 a.c. da un altro crotonese, Timasteo che quel giorno gli tributò, assieme al pubblico, un vero e proprio trionfo.
Astilo da Crotone era invece un velocista, correva lo stadion, la corsa veloce (qualche metro meno dei nostri 200 metri), gara regina dei Giochi Olimpici, e vinse tre Olimpiadi, dal 488 a.c. al 480 a.c. Se simile fu la grandezza fra i due atleti, diverso il loro rapporto con la città.
Milone infatti combatté sempre come campione di Crotone, mentre Astilo a partire dall’edizione del 484 a.c. fu “comprato” (il professionismo nasce in quei secoli lontani…) da Siracusa, città rivale di Crotone, e per Siracusa gareggia e vince anche nel 480 a.c., facendo imbufalire i crotonesi, che lo cacciano dalla città. Rinnegato anche dalla famiglia, muore in solitudine.
Ma, ne siamo convinti, insieme a quello di Milone, il suo spiritello benefico ha fatto pace con i suoi concittadini e aleggia ancora intorno allo Scida.
Pensateci il prossimo campionato, prima di scommettere contro il Crotone….

(Visited 197 time, 1 visit today)
Share

Dicci la tua

Bruno Confortini

Avrei voluto essere Einstein o Maradona (soprattutto Maradona), ma non è andata così. Giornalista pubblicista, scrittore di storia locale, biografie sportive, racconti, poesie e haiku, vivo in Mugello, lavoro a Firenze.

Scheda bibliografica

Libri di storia:

Ha curato(con Francesco Nocentini) la ristampa di “Comunista non professionale”,Comune di Firenze, 2005; “Da San Frediano a Mauthausen” ,Comune di Firenze, 2007; Ha collaborato al volume di AAVV “Monte Giovi. Se son rose fioriranno”, Polistampa, 2012.

Libri di sport:

“Club Ciclo Appenninico 1907. Il lungo diario di una secolare storia sportiva”, Tip. Toccafondi, Borgo San Lorenzo, 2007 (in collaborazione con Aldo Giovannini); “Grande Vigna! Sandro Vignini, il ragazzo e il calciatore”, Pugliese Editore, Firenze, 2009; “L’angelo biondo di Vicchio. Guido Boni, una storia degli anni ’50”, Geo Edizioni, Empoli, 2014; “Scommetto di no” (raccolta di racconti) Meligrana Editore, 2016; “ Mugello e Val di Sieve in rosa”, Geo Edizioni, Empoli, 2017.