Quando compi 25 anni ti chiedi se sei ancora giovanissima o solo giovane, e nella maggior parte dei casi la gente ti dice che preoccuparti dell’età adesso è un’idiozia. Si, quella gente ha ragione, ma capita che la vita ti mandi segnali contrastanti sui tuoi 25 anni. A volte mi fa pensare che sono ancora una ragazzina, e che neanche un commesso dell’Esselunga mi prende sul serio, ma poi non mi sento affatto giovanissima, quando quello stesso commesso mi crede più piccola e io mi sorprendo ad esserne felice. Ecco, a 25 anni succede che inizi ad essere contenta se ti calano gli anni.

L’altro giorno ho avuto la conferma di avere già lasciato un po’ di vita dietro di me. E’ successo mentre aggiornavo il mio curriculum, non solo perché ho aggiunto nuove esperienze e un nuovo lavoro, ma soprattutto perché ho tolto. Ho cancellato quello che avevo messo solo per rendere il curriculum più vario e completo, ma che a distanza di qualche anno, non serve più. A cadere per prima è stata la voce ‘volantinaggio’, poi quella ‘promozione’. Quale posto di lavoro che possa interessarmi si baserebbe su queste referenze? Su una preoccupazione come questa c’è scritto “sei cresciuta” a caratteri cubitali.

Non c’è niente di personale nel mio curriculum, niente sul mio carattere, sulle attitudini, solo le mie esperienze di lavoro. A volte mi piacerebbe renderlo meno freddo, farlo sorridere un po’. Ma se dovessi metterci una postilla non vorrei scriverci che sono puntuale e adatta a lavorare in team, vorrei aggiungerci che vivo per la scrittura, per la sensazione delle parole che ti frullano nel cervello, che si accavallano impazienti, mentre stai facendo altro, e poi finalmente scorrono fino ai polpastrelli, nere su bianco. Poi vorrei metterci che amo Firenze, e che vederla la notte ancora mi commuove. Sarebbe molto più vitale così, il mio curriculum vitae, ma questo tipo di coinvolgimento stonerebbe tra la voce “Patente B” e quella “Buon livello di inglese”.

Si, il mio curriculum sarà troppo serio e i miei anni un po’ di più, ma la colonna accanto a “Giornalismo” che si allunga mi lascia un senso di soddisfazione e orgoglio che mi ripaga di tutte le volte in cui mi sento troppo grande per qualcosa, e troppo giovane per qualcos’altro.

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Irene Grossi

Vado per i 24, sono una giornalista pubblicista (e provo ad esserlo davvero, oltreché a leggerlo su un tesserino) e mi piace fare un sacco di cose. Mi piace lo spettacolo, in ogni sua declinazione. Cinema teatro concerto televisione. Mi piace mangiare, sia a casa che fuori, sia bene che male. Mi piace viaggiare, sempre e ovunque, basta andare da qualche parte e in qualche modo. Ma più di ogni altra cosa al mondo mi piace scrivere. Scrivo sempre, ho la penna attaccata alla mano destra e penso pensieri già scritti. E poi niente, in questi mesi ho avuto in testa San Francisco, Petrarca, la Fiorentina, gli spaghetti aglio olio e peperoncino, Sheldon Cooper e il verde bosco.

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Via del melograno

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Piovono bottiglie