Azzurro, bianco, rosso, verde: questi − in ordine alfabetico, così nessuno potrà tacciarci di partigianeria − i colori dei quattro quartieri di Firenze che (quasi) ogni anno si danno battaglia su un campo di sabbia allestito in Piazza Santa Croce. Il torneo, come tutti sanno, è quello del Calcio Storico o Calcio in Costume, così chiamato perché i giocatori indossano antichi vestimenti medievali. Le squadre si incrociano secondo un sorteggio e le vincenti delle due partite disputano la finale il giorno di San Giovanni. Il trofeo in palio non è la solita coppa, ma una vitella. Vera!

Quest’anno la finale si giocherà fra Bianchi e Rossi, guarda caso i colori di Firenze. Difficile raccontare una partita di calcio storico a chi non l’ha mai vista. Nessuna possibilità di raffronto con altri giochi o spettacoli. Unico punto in comune la palla rotonda come nel calcio, ma disegnata a spicchi con i colori dei quattro rioni. I calcianti per fare i punti (dette cacce) devono letteralmente infilarla  dentro delle porte sistemate  sul fondo del campo. Per il resto, le squadre si affrontano secondo un regolamento rigoroso ma anche permissivo.

Fisicamente è un gioco dispendiosissimo. Spesso ci sono feriti e contusi. Sul campo i giubbotti fluorescenti dei fratelli della Misericordia corrono qua e là portando barelle, cerotti, garze, disinfettanti, bottiglie d’acqua e tutto quello che occorre. Il loro apporto è essenziale e la loro presenza non induce certo l’arbitro a sospendere la partita per invasione di campo. Da parte sua l’arbitro, poveretto, si danna insieme a propri collaboratori per portare un po’ di ordine e di disciplina. Quasi sempre senza successo. La cosa bella è che dopo tale grandinata di calci, pugni, ditate e testate, alla fine i calcianti, molti con i bellissimi costumi a brandelli o direttamente a torso nudo, si abbracciano come fratelli. Insomma, il Calcio Storico è uno strano happening, che non ha eguali in nessuna altra parte del mondo e che accade solo a Firenze.

Dall’attualità presente a quella futura. Qualche settimana fa è corsa voce che i Della Valle potrebbero decidere di costituire la Polisportiva Fiorentina per dare ossigeno alle varie discipline sportive della città. Mettendo calcio (maschile e femminile), basket, pallavolo, pallanuoto, rugby (e magari anche qualcosa di altro) in un unico contenitore del quale sarebbero i finanziatori. Tutto sommato la spesa sarebbe sopportabile, più o meno l’ingaggio di un giocatore di calcio di medio livello. E forse rimarrebbe qualcosa anche per ridare un po’ di smalto, e di vernice, agli impianti un po’ fatiscenti della città. Insomma, una Fiorentina come il Barcellona, per esempio. Anche se in formato ridotto. Se son rose fioriranno, come si dice… il seguito, se ci sarà,  alle prossime puntate.

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Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.