Come sapete, io scrivo di enogastronomia, propongo ricette, partecipo ad eventi e mi occupo di tanto altro che riguarda il cibo. Andare ad eventi, mostre, assaggiare vini o piatti particolari, è davvero piacevole, e rendere partecipi anche voi delle sensazioni che queste esperienze mi trasmettono, è estremamente gratificante.

Ma il mondo del cibo è ben altro. Dietro un vino, un piatto prelibato c’è sempre un grande impegno, a cominciare dal duro lavoro del contadino fino ai piatti cucinati che arrivano sulle nostre tavole. Di questo, bene o male, ne siamo abbastanza consapevoli.

Ma il mondo del cibo è anche altro. È anche ricerca e studio dei prodotti, sia da parte della grande industria alimentare sia dal mondo universitario. Parliamo di un lavoro sconosciuto ma utile e prezioso, che migliora la qualità della vita a tutti noi.

Come ho già raccontato in un precedente post, ho accettato di prendere parte a una serie di test sul caffè, presso il laboratorio di Analisi Sensoriale dell’Università di Firenze e, a giugno dell’anno scorso, ho partecipato anche a un panel test sui piselli in scatola.

La sessione è durata diversi giorni e ho avuto modo di imparare molto sul modo di degustare i cibi. In particolare è stato interessante vedere e provare in prima persona le tecniche e la terminologia utilizzate per la ricerca. Il tutto guidato dalla Prof.ssa Caterina Dinnella.

Ma, solo in questi giorni, partecipando ad un altro panel test, ho scoperto a quale progetto avevo dato il mio piccolo contributo.

Si tratta di VeggiEAT. Questo “progetto, ha lo scopo di studiare i fattori che determinano la preferenza ed il consumo di vegetali, in diverse fasce di popolazione, in 4 diversi paesi europei (Italia, Francia, Danimarca e Inghilterra)”.

Sarebbe troppo lungo spiegarvi di cosa si tratta quindi vi rimando a due link:

PDF – Video

I risultati di questo progetto saranno trasmessi al partner francese, una celebre scuola di alta cucina, per la precisione l’Istitute Paul Bocuse, dalla quale elaboreranno ricette che rispettino le varie proprietà sensoriali dei vegetali. Le ricette saranno poi testate nelle mense. L’obbiettivo è duplice: trasmettere consapevolezza al maggior consumo di verdure e rispettare i gusti e le esigenze delle varie fasce di età.

Dalle massaie che Caterina de Medici portò con sé alla corte di Francia e da cui nacque la cucina moderna, al laboratorio di Analisi Sensoriale dell’Università di Firenze ….  il passo è breve!

Buona ricerca a tutti!

Laboratorio sensoriale 2

Laboratorio sensoriale 2

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.