Ah, le app. Tutti a parlarne, tutti a scaricarle, tutti a progettarle… ti viene da chiederti come hai fatto a sopravvivere prima dell’era gloriosa di queste iconcine che aprono mondi, universi, galassie.
Fiducioso in cotal meraviglioso strumento di fulgido progresso, ho deciso di frugare tra le mille cianfrusaglie di Google Play Store alla ricerca di qualcosa di veramente utile e bello legato alla realtà fiorentina, arrivando ben presto a una triste conclusione: le app su Firenze sono, al 90%, un’autentica delusione. Per carità, gli sviluppatori ci hanno lavorato un bel po’… ma alla fine il problema è che hanno fatto più o meno tutti la stessa cosa: balocchi per turisti.
Tra questi, una nota di merito (o di demerito) particolare la merita sicuramente Inferno Florence, imperdibile (…) applicazione only for fans dedicata a “Inferno” di Dan Brown, che permette all’appassionato di godersi un itinerario tematico fiorentino legato al noto bestseller.
Per gli appassionati è certamente qualcosa da avere a ogni costo, non ne dubito, ma chiunque abbia appena pensato “e chi se ne frega” ha il mio assoluto e devoto plauso.
Ma passiamo alle app per fiorentini. Davvero poche, e questo dispiace assai.
Inizio con Aperitivi e cene a Firenze. L’app segnala gli eventi più vicini all’utente e, soprattutto, offre un panorama degli sconti speciali di ogni locale della zona, ottenibili mostrando l’applicazione stessa. Ottimo in teoria, ma purtroppo (non per colpa dell’app), i locali che hanno deciso di fare rete e proporre le proprie offerte speciali sono molto pochi. Della serie: come si spreca una buona idea.
Del resto, è noto, i commercianti fiorentini tendono a pensare ognuno per sé: fare rete è qualcosa che spesso pare una parolaccia. Resta il rimpianto di non poter usufruire di un’app completa degli sconti e delle offerte speciali attive giorno per giorno su tutto il territorio fiorentino.
Ci si consola un po’ con Too Much Firenze. Niente di sconvolgente, ma almeno ci prova. Prova a proporre un percorso diverso, incentrato sulle storie e leggende locali.
Ti porta in Canto de’Bischeri, e ti racconta perché si chiama così. Ti spiega perché tra le sculture del Duomo spunta la testa di un toro. Ti rivela che in Piazza Santissima Annunziata c’è un palazzo dove una finestra all’ultimo piano rimane sempre aperta per colpa di un fantasma capriccioso. Niente male, davvero, e, soprattutto, utile anche a chi è nato e cresciuto ai piedi del Biancone, spesso ignaro delle storie sotterranee della sua stessa città.
Citazione di merito, medaglia d’oro e bacio accademico per l’ottima Firenze Survival Guide.
Gli sviluppatori si sono posti una domanda fondamentale: quali sono i luoghi più importanti per il viandante (o anche l’indigeno) sperduto nella metropoli? Esatto, i cessi.
Ma non solo.
L’app crea una mappatura puntuale e aggiornata dei punti Wi-Fi, delle fontane con acqua potabile, delle farmacie e dei gabinetti pubblici. Prosaica? Forse, ma quando ti scappa forte, sapere dove farla è molto, molto più importante di conoscere l’anno di costruzione del Battistero: per quanto mi riguarda, chapeau.
In conclusione, rimane la sensazione che, per il momento, l’enorme potenzialità dell’accoppiata Firenze/App sia quasi totalmente inesplorata o solamente abbozzata.
Per esempio: non si potrebbe fare qualcosa sulla musica dal vivo in città? O sulle trattoriacce dove si mangia tanto a pochi euro? O sulle ultime Case del Popolo della provincia, veri presidi di autenticità locale a basso prezzo (altro che Eatitaly…)?
Su, sviluppatori, al lavoro!

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Michele Mingrone

Nato a Firenze con radici sparse tra Slovenia e Calabria, scribacchino sia su commissione che per losca e privata gioia, indefesso strimpellatore di chitarre e xilofoni, web content editor e grafico freelance. Ma, soprattutto, avido navigatore del nulla, cui dedica le sue energie con indefessa passione.