senso_nataleDa quando non frequento più la chiesa le feste comandate hanno poco senso.
Mi ritengo una persona “spirituale”, ma non mi riconosco più in nessuna religione ufficiale. Perdere la fede “cattolica” e con essa perdere il gusto e il senso delle festività è un’esperienza un po’ spiazzante.
Ti accorgi che per un tot di anni hai fatto cose perché così ti è stato detto: si va in chiesa la domenica, si fa l’albero e il presepe a Natale, si mangia la colomba a Pasqua…e se un giorno qualcosa dentro ti spinge a chiederti il perché ed a farti domande davvero profonde, beh, c’e’ il rischio di smantellare ogni cosa!
Perché essere Cristiani? Perché non Induisti o Animisti? E perché credere ed in cosa? Con tutti i milioni di miliardi di stelle nel cielo, cosa ci fa credere di essere importanti? Cosa ci fa pensare che la nostra vita abbia un senso e che noi siamo gli unici esseri viventi nell’universo?
Che presunzione quella di noi esseri umani: ritenersi così importanti e fondamentali da pensare che un qualche Dio abbia creato tutto un universo proprio per noi. Ed oltretutto nella nostra presunzione ed ottusità abbiamo fatto in modo di devastare questo mondo che ci è stato affidato.
Che strana razza l’essere umano…così pieno di talenti e così autodistruttivo. Tanto ingegnoso e appassionato da creare opere d’arte di una bellezza mozzafiato, e tanto stupido da rovinarsi con le proprie mani e farsi fuori a vicenda.
Io non credo più a tante cose che mi sono state insegnate, non credo alla chiesa, non credo alle nostre religioni pre-confezionate, a misura di uomo e del suo intelletto, non credo che siamo così importanti come pensiamo di essere. Credo che siamo fortunati e non ce ne rendiamo conto, ma questo è un altro discorso!
E così, in tutto questo buttare all’aria la fede e le certezze e le tradizioni, mi sono trovata di fronte a un calendario senza feste, senza ricorrenze; un calendario in cui tutti i giorni hanno lo stesso valore, la stessa importanza…ed è stata una benedizione!
Sono stufa delle cose fatte perché le fanno tutti.
Il Natale? Mah, tutto un groviglio di impegni mondani e rompersi il capo pensando (spesso senza successo) al regalo originale, un ritrovarsi con famiglie con le quali (a volte) non si va d’accordo, e mangiare molto (troppo) di più del dovuto.
Ecco, così mi son sentita per anni e sapete che ho fatto?
Ho passato vari Natali da sola, mangiando cose “normali”, e lavorando a una canzone, o guardando un film o facendo una passeggiata…e la verità è che il silenzio e la solitudine sono preziosi, sopratutto quando c’e’ troppo rumore intorno.
Festeggiare il Natale va benissimo, se vi piace, se ci credete; vorrei tanto, però, che la gente non si ricordasse di essere caritatevole e buona solo fra il 21 e il 26 dicembre, vorrei tanto che non ci si ritrovasse con i parenti, vicini e lontani, solo una volta l’anno perché è Natale.
Vorrei che non si spendesse cifre da capogiro, magari indebitandosi, per regali di cui non si ha bisogno.
Vorrei invece che ogni tanto ci si facesse dei regali a vicenda senza bisogno di un motivo, o che si fosse gentili e rispettosi 365 giorni l’anno, aiutandosi a vicenda, regalandosi tempo ed attenzione.
Le tradizioni ed i rituali sono importanti ma non è detto che debbano essere gli stessi per tutti.
Non dovremmo aver bisogno del Natale per ricordarci di essere persone migliori!
Siamo qui e chissà perché  … che almeno i nostri passi siano consapevoli ed il nostro sguardo onesto.
Vi auguro Buon Natale e spero che il vostro cuore sia pieno di amore e creativà ed un senso tutto vostro da dare a questi prossimi giorni.

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Giulia Millanta

Giulia Millanta e’ una cantautrice fiorentina.
Per anni ha suonato nei migliori clubs e festival di tutta Italia, ha partecipato per 4 anni consecutivi all’ Acoustic Guitar Meeting di Sarzana, vincendo inoltre il premio carisch come miglior chitarrista e cantautrice nel 2010.
Ha condiviso il palco con artisti come Mary Gauthier, Andy White, Joe D’Urso, Willie Nile e molti altri..
I suoi numerosi viaggi e tours (Inghilterra, Spagna, Olanda, Germania, Stati Uniti) l’hanno portata con il tempo in contatto sempre più’ ravvicinato con la scena musicale statunitense.
Lo scorso anno si è trasferita ad Austin, Texas inserendosi rapidamente nella comunità musicale della capitale mondiale della musica dal vivo.
Ha all’attivo 4 dischi solisti: Giulia and the Dizzyness (2008), Dropping Down (2011), Dust and Desire (2012) registrato ad Austin e co-prodotto con David Pulkingham e “The Funambulist” (2014), una ricerca musicale sull’arte dello star in bilico fra diverse realtà, linguaggi, domande sulla vita, la morte, l’amore e tutte quelle altre “cosette” che occupano il nostro quotidiano.

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Auguri!