Dal 26 Luglio al 04 Agosto si è svolta a Sofia la 22esima edizione estiva della Deaflympic, termine nuovo anche per me, che sono del “mestiere”.

La definirei un’ Olimpiade silenziosa, in molti sensi.  Si tratta dell’Olimpiade dei sordi, e non uso il termine “non udenti” perché loro non amano molto i giri di parole, e rispetto alle Paralimpiadi ha avuto un clamore mediatico piuttosto scarso.

E pensare che la cerimonia di chiusura dell’evento, nel corso del quale è andato in scena anche il passaggio del testimone fra la Bulgaria e la Turchia – che ospiterà l’edizione 2017 – ha visto la presenza sugli spalti del “Levsky stadium” di diecimila persone e di altre quattromila (fra atleti e dirigenti) sul terreno di gioco, pronte queste ultime a sfilare per il commiato. L’Italia ha chiuso la kermesse olimpica inanellando 12 medaglie (4 ori, 3 argenti e 5 bronzi) e si è classificata al dodicesimo posto del medagliere.

La prima medaglia per gli azzurri alla Deaflympic l’ha conquistata il nuotatore fiorentino Luca Germano, secondo(1.54.64) nei 200 metri stile libero alle spalle del russo Obotin (1.54.32) e davanti al brasiliano Kabbach (1.54.70).

Segue una doppietta di bronzo per il nostro Luca Germano che è arrivato terzo nei 100 stile libero, fermando il cronometro a 56.54. La gara è stata vinta dal russo IlyaTryshkin (55.71), che ha preceduto il cinese Hia Ui Xu (55.88). Terza piazza per il venticinquenne toscano anche nella gara dei 1500, chiusa con una rimonta pazzesca nelle ultime due vasche.

E per finire in bellezza Luca Germano ha conquistato anche la medaglia d’oro nella finale dei 200 metri farfalla. L’atleta fiorentino ha letteralmente dominato la gara che lo ha visto protagonista assoluto dal 2009, quando si rivelò all’attenzione dei “Deaf”. Dopo cento metri di studio dei due avversari più temibili, il russo Ilya Trishkin e il brasiliano Guilherme Kabbach, Germano ha allungato il passo in maniera sontuosa e si è capito che stava per conquistare l’oro già a 75 metri dall’arrivo.

Meraviglioso il momento della premiazione, con l’interprete che ha “segnato” le parole dell’Inno di Mameli al pubblico della “Spartak swimming complex”.

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Silvia Tacconi

Classe ’81, pontassievese doc e dunque pendolarizzata fiorentina. “Pissicologa”, come dicono le mie nonne, e specializzanda in psicoterapia. Impegnata nel sociale da sempre, mi occupo di disabilità e collaboro con il Comitato Paralimpico Toscano, con il Centro di Solidarietà di Firenze e chi più ne ha più ne metta…Appassionata di danza, viaggiatrice backpacker incallita e affascinata dal concetto di “diversità”.