Ci risiamo, è in arrivo la consueta ondata di caldo africano. Che sia di un paio di gradi in più o in meno della precedente (o della prossima) cambia poco, l’occasione è ghiotta per dispensare preziosi consigli su come combatterla. Da più parti arrivano i ben noti suggerimenti che ciclicamente vengono ripetuti come mantra.

TuttaFirenze non ci sta: noi vogliamo darvi un vademecum di dieci regole in controtendenza, da seguire per difendervi dal caldo.

Se non altro, saremo originali.

  1. Quando fa caldo bisogna porre attenzione ai soggetti più a rischio (anziani, bambini, cardiopatici, etc.): lapalissiano. Certo è che se abbandonate a se stessa tutto l’anno la nonna cardiopatica e quella è sempre sopravvissuta, è probabile che non saranno due o tre gradi in più a metterla a rischio. È temprata; resisterà anche a questo.
  2. Aggiornarsi di frequente sulle previsioni e sui bollettini di allerta meteo: utilissimo. Sapere con qualche ora di anticipo che farà un caldo infernale ridurrà sicuramente la “temperatura percepita” (espressione invisa ai meteorologi, ma tanto gradita dagli organi di stampa), secondo la regola, tutta da dimostrare, che se sai prima quanto forte sarà la mazzata che ti sta per arrivare, questa farà meno male.
  3. Evitare attività all’aperto nelle ore calde: ma quando mai. Organizzate la partita di tennis o di calcetto tra le 12.00 e le 17.00. Solo i veri uomini sopravvivranno. Se non siete veri uomini, non vale la pena che sopravviviate.
  4. Bere molta acqua ed evitare le bevande fredde o gassate: ma non sia mai. Tracannate bidoni di Coca Cola o birra ghiacciata (a seconda dei gusti). Più è caldo, maggiore sarà la soddisfazione.
  5. Mangiare cibi freschi e ricchi di acqua: ma che noia. Il fritto misto è il piatto simbolo dell’estate, quindi non è il caso di sottrarsi al piacere solo perché la colonnina di simil-mercurio sale un po’. Ovviamente il fritto misto deve essere accompagnato da abbondanti verdure, purché fritte anch’esse, e, se proprio volete dimostrare che il caldo è solo uno stato mentale, completate il pasto con un giro di coccoli e polenta fritta.
  6. Vestirsi con abiti comodi in fibre naturali: ma non sia mai. Il bello dell’estate è potersi permettere un abbigliamento sfizioso. Quel completino da cestita della NBA, che blocca la traspirazione in qualunque stagione e che anche in novembre vi ingrigisce la cute in meno di mezz’ora, perché dovrebbe essere evitato quando si sfonda il tetto dei 40 gradi? Quello e un bel paio di scarpe da basket sono l’ideale. Poco conta che quando vi spogliate alla sera diate l’impressione di essere il paziente alfa di un’epidemia di lebbra.
  7. Evitare di lasciare alimenti all’aperto a lungo: ma va? Già in dicembre, quando comprate le fettine di carne, se passa più di un quarto d’ora da quando ve le ha tagliate il macellaio a quando le riponente in frigorifero, rischiate di vederle accartocciarsi su se stesse, figurarsi in questo periodo: marciscono nel tragitto tra la cassa della macelleria e l’automobile posteggiata di fronte sul marciapiede (ovviamente con il motore acceso e il climatizzatore a palla).
  8. Non lasciare persone o animali in macchina al sole neppure per pochi minuti: da non crederci. In molti avevano individuato questa come la soluzione ideale per disfarsi della suocera, cremandola anzitempo in sei o sette minuti nel parcheggio di qualche supermercato e adesso non potranno più invocare la buona fede. Urge trovare una soluzione alternativa.
  9. Fare frequenti docce con acqua tiepida: se per farlo è necessario che la temperatura salga di qualche grado, c’è qualcosa che non va nella vostra igiene personale “a prescindere”. Se a 39 gradi la frequenza delle vostre docce è diversa rispetto a quando ce ne sono 32, siamo lieti di non essere nella vostra cerchia di frequentazione.
  10. Arieggiate bene le stanze di notte: questo è un consiglio caldamente (ovvio) condiviso anche dall’ATAF (non l’azienda di trasporti, ma l’Associazione Topi d’Appartamento Fiorentini), che ricorda come, quando fa molto caldo, l’ideale sia dormire con tutte le finestre dell’appartamento spalancate per fare riscontro (corrente, per il resto d’Italia). Se non avete disseminato in soggiorno abbondanti mine anti-uomo, in conformità a quanto previsto da un emendamento specifico del Decreto Sicurezza, al risveglio è inutile che scarichiate su vostra moglie la colpa se non trovate le chiavi della macchina; non c’è più nessuna macchina da avviare con le chiavi che non trovate.

È utile precisare che la lista dei consigli è drammaticamente vera, mentre i relativi suggerimenti del nostro vademecum sono frutto di vaneggiamenti, ovviamente imputabili al caldo

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Francesco Reale

Mi piace definirmi lombardo di origine, fiorentino di adozione. In realtà Firenze se ne è ben guardata dall’adottarmi. Non si è neppure sbilanciata su un affido. In sintesi, quindi, sono un apolide, con un accento da autogrill, che vive a Firenze da circa un quarto di secolo. Delle numerose passioni che coltivo, quella per la musica è il filo conduttore dei miei primi interventi su tuttafirenze, ma il mio ego ipertrofico e la mia proverbiale immodestia mi spingono ad esprimermi su qualunque argomento, con la certezza di riuscire a raggiungere vette non comuni di banalità e pressapochismo. I miei contributi hanno uno scopo ben preciso: rincuorare le altre firme, dando loro la consapevolezza che c’è sempre chi fa peggio.