Oggi vi voglio presentare un alimento quasi del tutto nuovo, almeno per quanto mi riguarda, anche se ben conosciuto nella cucina orientale: i germogli del bambù. Non quelli nei barattoli di vetro come possiamo trovare al supermercato, ma quelli freschi, appena raccolti. Sabato scorso sono andato al mercato di Scandicci e, al banco delle verdure a km0 “contadini della piana”, ho trovato i germogli di bambù freschi. Mi hanno incuriosito molto, ho chiesto in che modo si possono utilizzare e, ricevuto qualche consiglio dalla signora del banco, li ho acquistati immediatamente… troppo allettante l’idea di provarli!!

Se pensiamo alle canne di bambù, ci riesce difficile immaginare di poterli consumare, ma poi ci ricordiamo che per l’orso panda rappresentano l’alimento essenziale della loro dieta.

Facendo una ricerca rapida in internet, ho scoperto che questo alimento è molto ricercato, perché ricco di innumerevoli proprietà e di numerosissimi componenti nutrizionali, oltre ad avere un valore commerciale elevato e, per queste caratteristiche, viene considerato “cibo del futuro”.

Io l’ho consumato crudo, semplicemente tagliandolo a pezzetti nella parte tenera, poi togliendo le foglie esterne più dure e infine facendolo a fettine sottili fino a consumare tutto il gambo. Condito con olio sale, pepe e limone, lascia un retrogusto leggermente amarognolo, che ricorda i carciofi, perciò soprattutto a chi ama questo ortaggio, risultera un alimento particolarmente gradito. Il mio consiglio è di utilizzarlo da solo o in fresche insalate.

Un’altra modalità di consumo è lessarlo, appena lo proverò vene parlerò… intanto provatelo così, crudo, veramente ottimo e rinfrescante!

Se avete ricette da suggerirmi inviatemele, sarò ben lieto di provarle.

Come sempre…

Buon appetito e fatemi sapere!

P.S. Nei paesi asiatici la canna di bambù la utilizzano nei ponteggi per i lavori in edilizia.

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.