SAMSUNGA prima vista sembra un libretto qualsiasi.

Ma appena si inizia le lettura si ha la consapevolezza di trovarsi davanti a qualcosa di più grande. Una sorta di saggio o di considerazioni sulla lettura proposte da quel grande autore che è Marcel Proust. L’autore ci racconta la sua esperienza sull’azione quasi salvifica della lettura.

Si legge per ricevere un pensiero in solitudine in una sorta di iniziazione. La lettura fornisce al lettore quello che lui desidera portandolo alla soglia della vita spirituale senza però mai varcarla, come se in quella solitudine immobile della lettura si potesse accogliere un altro spirito.

Limite della lettura è quello dell’insufficienza del messaggio rispetto alle aspettative del lettore. Inoltre si può pensare ad una azione negativa nel caso in cui, invece di produrre uno stimolo positivo all’intelletto e alla vita, si sostituisca ad essa rendendo il lettore un soggetto solamente passivo.

L’ultima nota riguarda ancora un aspetto positivo e cioè quello della similitudine ad una amicizia pura e senza complimenti. Si legge per volontà, senza se e senza ma, senza chiedere contropartite, senza pregiudizi ne condizionamenti, in una sorta di amicizia senza egoismo.

Il saggio si presenta con la consueta ed elevata scrittura proustiana, ricca di lunghi paragrafi, coordinate e subordinate.

Lettura piacevole ma impegnativa.

Edizione commentata

Marcel Proust, Del piacere di leggere, Passigli Editore, Firenze, 1998

 

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Filippo Papini

Nato a Firenze (qualche tempo fa) dove vive e lavora. Laureato in Lettere, ha pubblicato i testi teatrali Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, La danzatrice dal ventaglio nero, È quasi ora, Le perdute parole; un poliziesco Giallo mare; una raccolta di poesie Osè e una serie di articoli per riviste di nautica. Nel 2011 ha contribuito alla nascita dell’associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it

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Astromargherita

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