Il fiume è fedele: non cambia mai letto. Il fiume all’altare del monte, che è la sua sorgente di vita, fa la promessa di restare fedele al suo letto in salute e in malattia, in ricchezza e in siccità, finché mare non li separi. Un fiume che ha avuto la fortuna di vedere nel suo corso, in successione, la torre d’Arnolfo, il loggiato degli Uffizi, il ponte Vecchio, la chiesa di Cestello e la chiesa d’Ognissanti, non ha dovuto subire particolari conflitti con se stesso per rimanere fedele al suo letto. Anche un fiume irrequieto e libertino come l’Arno passando da qui non ha cambiato letto. L’Arno è un fiume che manifesta la sua  voglia di libertà in altro modo: cambiando colore, corrente, volume d’acqua, continuamente di giorno in giorno in giorno, di stagione in stagione, di anno in anno, ma rimanendo sempre fedele a quell’unico letto, perché bene o male, anche se tracima, è lì che ritorna. Non sarebbe male però, ora che c’ha un’età importante, ingabbiarlo un po’, insegnarli le buone maniere. Fargli comprendere il piacere di adagiarsi lentamente su quell’unico bel letto a due piazze ogni giorno, ogni stagione, ogni anno.

Molte città europee hanno deciso di trasformare nella stagione estiva le rive dei loro  fiumi in spiagge. Ha cominciato Parigi e via via altre città. Anche Firenze con la spiaggia sotto piazza Poggi ha seguito, con un successo sempre più crescente, questa corrente. La città vista a pelo d’acqua offre una prospettiva ancora più interessante. Dal lungarno a dentro l’Arno. Noi potremmo fare ancora di più e per tutto l’anno. Dalla pescaia di San Niccolò a quella di Santa Rosa la distanza è di 2 Km circa. Sarebbe bello se un sistema di dighe riuscisse a regimentare questo tratto di Arno in modo da poter usare oltre le rive come spiagge anche l’acqua come mare. Immaginate distinti signori che nella pausa pranzo, usciti dai loro uffici, si dirigono verso l’Arno con un asciugamano in spalla o ragazzi che gareggiano a nuoto tra una riva e l’altra. Lungo tutte e due le rive potrebbero essere sistemate delle passerelle che uniscono le due pescaie e delle penisole con panchine, sdraio dove potersi fermare a prendere il sole o, anche, le nuvole (non bisogna essere razzisti). Il sistema di passerelle e penisole dovrebbe essere galleggiante in modo che si possa adagiare dolcemente sul fiume così come il fiume altrettanto dolcemente s’adagia sul proprio letto. In questo modo, di tanto in tanto, si potrebbe lasciar rivivere all’Arno, anche se con più moderazione, le sue irrequietezze giovanili.

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.