Piazza dell’Isolotto. Sabato mattina. C’è il mercato – come sempre – e tanta gente: signore con la sporta a rotelle e giovani mamme a sceglier le verdure più fresche. C’è il camion dei polli arrosto – che è il nostro fornitore ufficiale. E poi ci siamo noi: due biciclettine, un triciclo, tre caschetti e un paio di rollerblade. Avete presente la pubblicità di quella macchina da cui l’avvenente signorina non finisce più di scaricar roba?! Siamo noi.
E con noi ci sono podisti che usano la macchina come spogliatoio – perché non è che ci si improvvisa “maratoneti”: ci vuole pure il look giusto. E poi i pescatori di fiume che usano la macchina come magazzino – e non oso immaginare l’odore della tappezzeria. …. Insomma: ce n’è per tutti i gusti.

Adoro il momento in cui si parcheggia la macchina e iniziamo a scendere bimbi e robe varie: c’è tutto l’entusiasmo di una giornata che comincia. C’è la voglia di una bella pedalata liberatoria, il desiderio di passare qualche ora senza preoccuparsi di nient’altro se non: “Da che parte si va?!”.

È la domanda tipica quando – attraversata la Passerella – ci affacciamo su Piazzale Kennedy: “Verso il centro o verso il Ponte all’Indiano?”. Son sempre i gemelli a rispondere e…. Naturalmente: uno vuol andare a destra e l’altro a sinistra.

Ma perché faccio queste domande?!?!
L’ultima volta abbiamo risolto fermandoci al giardino Nicholas Green, dove ci sono dei meravigliosi giochini “a misura di piccino” ed un castello per le avventure dei più grandi.

Che dobbiamo fare, è andata così: una bellissima non – pedalata.

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Francesca Falagiani

Fiorentina d’importazione. Sono mamma – a tempo quasi pieno – di tre piccirulli. La mia vita è piena e rumorosa. Un po’ un caos! Dicono di me che sono una persona solare e positiva. Sicuramente: sorrido, spesso. Sono laureata in Media e Giornalismo, sto studiando per diventare maestra. E cerco di barcamenarmi tra mille cose, come tutte le mamme. E poi c’è il mio blog SmartMommy (http://www.smartmommy.it/). Per raccontare tutto il bello dell’essere mamma. Il bello anche nella fatica, nell’esaurimento, nello sconforto. Che ci sono – è innegabile – ma sono una parte. Per raccontare che si può fare. E lo si può fare divertendosi.