Il mio professore di scienze delle scuole medie un giorno disse alla mia compagna di banco Katiuscia che non avrebbe mai preso una sufficienza nella sua materia perché doveva essere una specie di gamberetto. I gamberetti infatti, ci aveva spiegato in qualche lezione prima, hanno il cuore dentro la testa e questo secondo lui non li renderebbe abbastanza adatti alla sopravvivenza perché troppo distratti dalle cose romantiche. Io non so se Katiuscia fosse realmente un gamberetto, so che i cuoricini sul suo diario erano numerosi e pieni di brillantini e i suoi voti a scienze invece erano bassi e spesso scritti con una penna rossa.

Ricordo anche che i miei tentativi di passargli le risposte di scienze durante i compiti per fare colpo su di lei non avevano nessun effetto e che quando provai a passargli alcune risposte sulla tettonica a placche durante un compito di tecnologia lei mi guardò con un tale disprezzo da farmi sentire una medusa marina.

Da quel giorno ho passato il resto della mia vita a chiedermi se fosse possibile una convivenza amorosa tra i gamberetti che hanno il cuore nella testa e riempiono i diari di cuoricini e le meduse marine che si sentono come se non ce l’avessero neanche un cuore.

Oggi non ho nessuna risposta ma so che in questi anni di Critical Mass, Occupy qualcosa, Girotondi, Primavere, V-Day, la cosa migliore che possiamo fare per migliorare il mondo è aiutare queste due forme di vita così scientificamente distanti a incontrarsi. Non sono un genio con i piani, lo si capisce dal fatto che cercavo di fare colpo sulle ragazze con la tettonica a placche, ma ogni San Valentino gli spettatori dei cinema di tutta Firenze si dividono equamente tra meduse marine e gamberetti, tra chi sceglierà un film romantico e chi un qualsiasi altro film. È una occasione che si ripete solo una volta all’anno. E sono così convinto che se per una volta tutti i cinema di Firenze si allineassero e dessero lo stesso film, non un film a caso, ma la commedia perfetta, la storia d’amore delle storie d’amore, quella di William Thacker e Anna Scott. Se dessero proprio questo film, allora il mondo sarebbe un pezzettino più salvo. Ne sono convinto. Così convinto che io ogni San Valentino tiro fuori la mia ventina di copie di Notting Hill e sto pronto nel caso ci fosse bisogno di passare all’azione.

Fonte foto: bestmovie.it

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.

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