Foto di www.circolotennisbologna.com

“Ho un difetto al timpano, ascolto solo musica italiana”. Lo dice di sé Nanni Moretti nel film “La stanza del figlio” ricordando le parole che in realtà sono del figlio. E così è anche per me anche se mio figlio mi apostrofa con parole meno lusinghiere, diciamo da ascrivere più all’aspetto mentale che a quello fisico. E comunque il risultato non cambia: anch’io ascolto solo musica italiana. Sono cresciuto in mezzo ai mille colori delle parole nascoste nel nero dei vinili dei cantautori degli anni ’70 e da lì non mi sono schiodato. Colpa loro, anche se io non me ne cruccio. Anzi. Quelle parole mi sono arrivate addosso tutte insieme  creando dentro di me un bell’ingorgo che solo con il tempo son riuscito a sciogliere. Oggi solo una selezione di quelle parole ha trovato alloggio comodo e stabile nelle mie frasi di tutti i giorni. C’è un diamante nascosto nel mio pane quotidiano. Un tesoro che mi porto dentro. Incancellabile.

Uno dei miei forni preferiti di diamanti è quello di Fabrizio De Andrè. Ho ascoltato dal vivo Fabrizio De Andrè al Teatro Tenda nel 1979 con la PFM e, soprattutto al prato delle Cornacchie alle Cascine, nel 1981 nel tour immediatamente successivo al rapimento, quando venne a presentare forse il suo album più bello, quello dell’indiano (e infatti l’indiano era poco lontano).  Anche in quell’occasione cantò comunque alcune tra le sue parole più belle: “ama e ridi se amor risponde, piangi forte se non ti sente, dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”. Incanto. Oggi però a distanza di molti anni De Andrè è stato smentito. E per la precisione domenica scorsa allo Stadio Artemio Franchi e proprio da un giocatore della Fiorentina, rivale storica del suo Genoa. Il giocatore in questione è Alino Diamanti. Non è vero  che dai Diamanti non nasce niente. Non da tutti, perlomeno. Perché dai Diamanti viola nascono i goal. E che goal! Mi dispiace Fabrizio. Per una volta hai torto. Non me ne volere per questo. Forza Alino!

“E adesso aspetterò domani per avere nostalgia, signora libertà, signorina fantasia”.

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Giovanni Grossi

Ho cinquantanni e per il mio lavoro ho la fortuna di girare per Firenze in bicicletta e quando scendo dalla bici vado a piedi e quando sono stanco salgo sull’autobus. Il mio primo amore è la scrittura ed il mio primo amore dura tuttora. Sono tra i fondatori dell’associazione Tandem di pace e sono nella giuria del premio letterario fogli di viaggio dedicato alla figura di Tiziano Terzani. Adoro i miei figli e mangiare un panino con l’hamburger la domenica sotto la curva Fiesole. Dimenticavo….il mio primo odio è la juve ed anche questo dura tuttora.