SepulvedaDifficile dissociare l’alta professionalità dalla morale comune. Vi immaginate voi un noto avvocato, od un chirurgo di fama, o un magistrato affermato privi di qualsiasi morale? Potrebbe sembrare impossibile, vero? Forse lo è davvero ma non per il personaggio di Sepulveda.
Un uomo di mezza età, all’apice della propria carriera di sicario, si trova sbattuto in un gorgo sentimentale che lo colpisce alle spalle senza preavviso. E c’è un certo sano compiacimento nel sentire descrivere la ragazza che gli ha tranciato il cuore come “la mia grande figa francese“. Qui sta la lettura di tutto il complesso psicologico che regge la vita di questo killer professionista. Questo colorito epiteto maschera una fragilità sentimentale molto pericolosa. Sull’ultimo incarico della sua carriera iniziano le prime crepe morali, i primi dubbi, le prime seccanti curiosità sulla vittima. È proprio questa ragazzina l’autrice di questo inaspettato cambiamento.
L’ultimo incarico, quello che separa il protagonista, colui che è sempre stato spietato, cinico e pragmatico, dall’amore più coinvolgente, viene comunque portato a termine.
Ora basta solo ricongiungersi con la francesina adorata, sempre che la “deontologia” non voglia la sua luce sul palcoscenico giusto nell’ultimo atto.
Racconto breve di grande lucidità espressiva ed emozionale.
Edizione commentata

Luis Sepulveda, Diario di un killer sentimentale, Gruppo Editoriale L’Espresso, Roma, 2002.

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Filippo Papini

Nato a Firenze (qualche tempo fa) dove vive e lavora. Laureato in Lettere, ha pubblicato i testi teatrali Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, La danzatrice dal ventaglio nero, È quasi ora, Le perdute parole; un poliziesco Giallo mare; una raccolta di poesie Osè e una serie di articoli per riviste di nautica. Nel 2011 ha contribuito alla nascita dell’associazione culturale Arseniko. www.arseniko.it