Parlare di cucina è parlare di storia, di tradizioni, “di ciò che eravamo, che siamo, che saremo”. Non è nostra abitudine parlare degli eventi prima che avvengano, preferiamo viverli e poi raccontarli e come dice il Direttore della nostra rivista “Tuttafirenze”, noi ”arriviamo sulle notizie diversamente.”
In casi come quello di cui parlerò, però, mi sento costretto a farlo.

La notizia: CORTEO NAZIONALE CONTRO I MATTATOI – Firenze, sabato 15 Giugno 2013 – Concentramento in Piazza della Repubblica, alle ore 13.30

Io non sono né vegetariano né vegano, ma parteciperò lo stesso a questo evento per rispetto di coloro che lo hanno organizzato, per rispetto dei partecipanti che condividono questo tipo di messaggio, per rispetto degli animali, che sono l’oggetto di questo evento, ma parteciperò sopratutto per il rispetto che sento di dover portare per la nostra storia e per il nostro passato.
La storia della cucina racconta che nel passato l’utilizzo della carne fosse molto ridotta e che la popolazione fosse prevalentemente vegetariana. Gli animali domestici venivano utilizzati nei campi, per produrre lana,  uova o latte e la poca carne che arrivava sulle tavole dei potenti, proveniva dalla caccia. Nelle fattorie gli animali erano parte integrante della famiglia contadina.
Cosi la manifestazione si definisce:

“Chi è capace di provare dolore, deve essere preso in considerazione nella nostra morale.
Tutti gli esseri tremano davanti alla violenza, tutti amano la vita, tutti temono la morte”

Da questa definizione nasce la scelta di essere vegetariani o vegani, culture dove si prende come valore fondamentale l’antispecismo “l’appartenenza ad una specie non giustifica il diritto di disporre della vita”.
Questo ne fa un modo di vivere, diverso, il rispetto della natura viene messo al centro della vita quotidiana, avendo amici sia vegetariani che vegani comprendo le difficoltà di tale pratica, che non è solo alimentare, ma che si ripercuote sul modo di vivere.

Banco di verdure

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.