Sabato scorso come spesso accade sono andato al mercato a Scandicci, ho comprato un cavolfiore della cicoria delle cime di rapa, degli spinaci e dei broccoli, con l’intenzione di cucinare il primo possibile le cime di rapa e gli spinaci. Ma un contrattempo mi ha impedito di prepararli la sera stessa. Sono riuscito a cucinarli solo lunedì pomeriggio, ho trovando le cime di rapa afflosciate e gli spinaci leggermente appassiti.

Ho deciso quindi di provare a mescolare tre tipi di verdure, le cime di rapa rimaste, gli spinaci e le foglie della cicoria, con lo scopo di mescolare sapori dolci con sapori amari.

Ingredienti:

Cime di rapa 500g
Spinaci 500g
Cicoria foglie di un canestro
Ricotta 250g
Uova 2
Formaggio grattugiato circa 50g
Aglio 2 spicchi
Sale pepe, noce moscata e olio EVO q.b.
Pangrattato q.b.

Predette una padella metteteci un filo olio extravergine (EVO) i due spicchi dagli e fateli rosolare. Pulite le verdure e sciacquatele, bene, mettetele ancora bagnate nella padella, salatele e copritele con un coperchio.
Fate cuocere a fuoco medio, vedrete che il volume si ridurrà sensibilmente, mantenete la cottura fino a far evaporare l’acqua che anno prodotto.
Quando cotte fate freddare, mettete le due uova, 30g. di formaggio grattugiato, la ricotta ed una spolverata di noce moscata. Se volete potete tagliuzzare le verdure, io ho preferito lasciarle intatte. Il nostro composto finito disponetelo in uno stampo ben imburrato per non farlo attaccare. Una spolverata di pangrattato e il rimanete formaggio grattugiato, andando così a coprire il nostro composto. Fate cuocere per circa venti minuti a 180g.

La cosa interessante di questo sformato e la combinazione di tre diverse verdure con sapori tra loro differenti, la dolcezza degli spinaci si combina bene con il particolare amarognolo delle cime di rapa e la croccantenza della cicoria.

Come sempre…

Buon appetito e fatemi sapere!

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Stefano Poli

Nato a Prato, ma vivo a Firenze da sempre. Sommelier dal 1986, amante del buon cibo ed estimatore del buon vino. Viaggiatore singolare, proiettato alla scoperta di nuovi sapori, usanze e costumi diversi. Un piccolo aneddoto che mi riguarda: la soddisfazione di “aver pestato i piedi a Steven Spilberg durante un ricevimento a cui ero presente, come sommelier. Volete sapere qual è stata la sua reazione? Molto elegantemente, si è complimentato con me per la scelta dei vini.