Sono state vacanze natalizie un po’ lunghe quelle che questa rubrica ha voluto prendersi. Vacanze che si sono protratte fino a Quaresima inoltrata. Ora che siamo arrivati (quasi) al traguardo dell’uovo di cioccolata, chissà quante cose aspettano di essere raccontate in questa città lasciata in pieno fermento. Con tanti progetti, iniziative, con il sindaco e gli amministratori pronti a scattare come un sol uomo a inaugurare, tagliare nastri, presenziare. La pista dell’aeroporto da allungare, il nuovo stadio da edificare, la Mercafir da spostare, la terza corsia autostradale da realizzare, l’inceneritore da fare, la tramvia da ampliare, la Foster da erigere, la Tav da inventare… Una miriade di idee che non basterebbe la Pianura Padana intera per metterci dentro tutto. E loro invece hanno uno spazio poco più grande delle Cascine. Vuoi mettere però il genio fiorentino?
Ora, non che ci aspettassimo già tutto fatto. Ma almeno un pezzettino di asfalto per far atterrare i Cessna. Oppure un falò per bruciare intanto gli sterpi. O il plastico di un tunnel per infilarci un trenino elettrico della Marklin, anzi no della Rivarossi (facciamo un po’ di sano protezionismo che va tanto di moda). Con annessa mini mini Foster.
E invece nulla. A parte l’ennesima presentazione il 10 marzo, in Palazzo Vecchio, dell’ennesimo progetto dell’ennesimo nuovo stadio. Di cui, peraltro, non hanno ancora costruito la prima pietra.
A dire il vero una cosa si è mossa, e tanto, in questi mesi: il TAR, che tra corsi e ricorsi ha dovuto decidere su molte questioni. Decisioni che però, oltre al consumo di enormi quantitativi di carta, non hanno portato a niente di concreto. È vero che perché tutto cambi non deve cambiare niente, ma qui si esagera. E si litiga, come hanno fatto l’altro giorno il sindaco di Sesto e quello di Firenze a proposito della pista dell’aeroporto.
L’unica cosa concreta, e ben visibile, è il viadotto di Novoli: la rampa che scavalca la rotatoria Forlanini. Tanto simile a quella di un’altra città italiana che qualcuno ha già avvistato Fantozzi spiccare la corsa per prendere il tram, pardon la tramvia, al volo.
Che maligni.

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Duccio Magnelli

Lettore un po’ bulimico, non si limita a leggere qualsiasi cosa gli capiti sotto mano ma decide anche di mettersi a scrivere. Diventa così un giornalista pubblicista che scrive di calcio e si impiccia di tutto il resto. Romanzi compresi. Come i tre che (per ora) portano la sua firma.