Lui, lei, un tandem, una tenda e tanta voglia di conoscere il mondo. Questa è la storia di Alessandro e Stefania, che più di un anno fa, a 30 anni, sono partiti da Prato con destinazione Wenzhou, in Cina, attraversando tutta l’Asia: circa 20mila chilometri di pedalate a due e ben 16 paesi visitati. Ma si sono fatti prendere un po’ la mano…anzi il piede e hanno deciso di pedalare fino in Nuova Zelanda, dove si fermeranno per un anno a lavorare e risparmiare per continuare la loro avventura. Tra i prossimi sogni nel cassetto ci sono India, Nepal e il Sud America.

Montagne panorama coppia tandem

 

 

 

 

 

 

Siamo in Thailandia. Sono le 8 di sera, è molto caldo e i due “nomadi per scelta” dormono in una tendina accampata sotto una tettoia di un tempio buddista riservata ai pellegrini. Un’irresistibile brezza marina filtra nella rete della zanzariera, sfrangia le palme in un rinfrescante rumore di pioggia che si fonde al cinguettio delle cicale tra le foglie dei tamarindi… è da qui che ci raccontano il significato del loro viaggio.
“Il viaggio è un istinto e una passione che plasma la nostra linfa vitale, tanto quanto l’amore per la natura e per la vita all’aria aperta. La scusa per partire è stata quella di documentare l’esperienza delle realtà incontrate legate al mondo dell’ecologia e diffonderne gli stili di vita. In realtà viaggiamo per placare la nostra sete di libertà e d’avventura, per realizzare il sogno di vivere una vita più semplice in termini di bisogni e più ricca di esperienze, incontri, scambi ed emozioni”.

sud est asiaticoAyutthayarisaie Cambogia

 

 

 

 

 

 

È da questa filosofia di vita (e di viaggio) che nasce il nome del progetto Godimundi: una parola che rappresenta la voglia di esplorare il mondo in libertà e leggerezza; l’immergersi il più possibile nel flusso della vita. “Viaggiamo per seguire il richiamo della strada che ci riverbera nel sangue. Per far respirare le nostre radici nell’aria frizzante del vasto mondo e invischiarle delle sue acque torbide e profonde. Per perdere foglie ingiallite e crescere nuovi germogli in terre sconosciute. Per seminare polline nel vento e nutrirci delle linfe inebrianti intercettate lungo il cammino. Per essere felici e disperdere felicità”. Un viaggio bello, consapevole, sentito e scelto fino all’ultima pedalata!

DaliLugu Laketenda

 

 

 

 

 

 

Entrare in contatto con altre culture vi ha cambiati in qualche modo?
Non vogliamo dare niente per scontato. Se oggi bastano pochi click per partire verso qualsiasi meta, è altrettanto vero che la libertà rimane privilegio di pochi nel mondo. Noi viaggiamo a ruote libere perché non incontriamo nessuna sbarra, perché non scappiamo da nessuna bomba; perché sappiamo che ovunque capiteremo nel mondo, la nostra casa ci aspetterà intatta. A un rifugiato questo non è concesso. Se ci sentiamo cambiati dal viaggio è in questa briciola di consapevolezza.

Qualche ricordo speciale?
Ci ricorderemo sempre dei nonni turchi che, dopo averci sorpreso a montare la tenda in una serata ventosa, hanno insistito per ospitarci nella loro minuscola casetta in riva al mare. In Cina, dopo esserci svegliati su un passo a 4000 m nella tenda di alcuni pastori tibetani, siamo scesi in pochi chilometri in una valle che si è andata via via riempiendo di verde, diventando un’incredibile giungla di ficus e liane strepitanti d’uccelli e farfalle multicolori…un ricordo indelebile. E poi incontri con viaggiatori straordinari, continua fonte di ispirazione. Come Egidio, un ultrasettantenne padovano reduce da un viaggio solitario in bicicletta tra la Cina e il Kirghizistan. E ancora una coppia di argentini che girano il mondo in tandem da 8 anni. Hanno avuto un figlio in India e, pochi mesi fa, una bimba in Cina!

Salita Iran con persone

 

 

 

 

 

Un viaggio con la V maiuscola, pieno di incontri, sorrisi, ospitalità. Uno di quei viaggi dove ti senti a casa in ogni angolo del mondo; dove è il senso dell’accoglienza a giocare un ruolo di primo piano. “In Iran l’ospitalità è sentita come un dovere sacro. Per invitare qualcuno a casa gli si dice: sei libero di calpestarmi le palpebre con i tuoi piedi” – racconta Stefania, che continua – “Non vediamo rappresentata la nostra idea di casa in nessun oggetto concreto. Casa è dove la gente ci accoglie, è il fazzoletto di terra sul quale piazziamo la tenda la sera e il cielo infinito sotto cui ci svegliamo al mattino”.

Qualche episodio curioso?
Il paese più sorprendente è stato senza dubbio l’Iran. Una volta ci hanno invitato alla festa per il ritorno di un pellegrino dalla Mecca. Le vecchie donne di casa sono entrate nella doccia per aiutarmi a insaponarmi la schiena e pettinarmi i capelli – racconta Stefania. Poi mi hanno messo lo chador nero e mi hanno portato in un salone di sole donne che sotto lo chador erano scollatissime e truccatissime. Un’altra volta siamo stati ospitati dal più grande allevatore di polli da batteria dell’Iran, che saputo che in alcune zone dell’Italia si mangiano le rane, ha mandato il suo operaio a caccia di rospi giganti perché voleva che li cucinassimo! Le cose più strane però le abbiamo viste in Cina. Gli uomini, soprattutto se corpulenti, amano andare in giro con la maglietta arrotolata sul petto in modo da lasciar scoperto l’ombelico: dicono sia per far circolare l’energia “chi” che ha sede lì!

 

In sella al loro tandem, che affonda le ruote fino all’humus del terreno, così come i veri viaggiatori affondano l’anima nel più profondo e intimo senso del viaggio, salutiamo Alessandro e Stefania con un augurio: continuate a meravigliarvi sempre!

godimundi

 

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Francesca Pallecchi

Fiorentina, classe 1981, Francesca si destreggia tra progetti e collaborazioni nell’ambito della comunicazione e degli eventi (della serie Welcome to the jungle!), ma soprattutto nutre una passione sfrenata per i viaggi. La potete vedere con l’aria felice e sorridente quando indossa scarpette da trekking e zaino in spalla per andare alla scoperta del mondo. Ha all’attivo una lunga serie di avventure, dal Sud America all’Africa, dall’Europa all’Asia. E sia che si tratti di mete vicine o lontane, di viaggi reali o immaginari, ha un motto: L’importante è partire!