deux-jours-nuitAd un certo punto uscendo da Firenze, direzione Ovest attraversate posti di cui a mala pena avete sentito nominare. Osmannoro, Peretola, Calenzano, Campi Bisenzio. Si, Campi Bisenzio. Un brufolo di comunità, quasi una malattia cutanea che ad un certo punto ha colpito le vie di comunicazioni tra due città più grandi, Firenze e Prato. Accozzaglie di case e magazzini che stanno nel mezzo e fanno rallentare i camioncini di Bartolini e DHL, villette e fabbriche che sembrano arrivate per caso, come portate da un uragano.
Tra un po’ forse ci volerete sopra, decollerete e atterrerete a pochi passi da noi con i vostri bagagli a mano, e noi vi saluteremo dal basso sentendo dentro la nostra pancia un inestinguibile desiderio di altrove.
E nel frattempo forse diventeremo il peggior tipo di essere umani: vecchi sfigati acidi.
Non ci andrà bene la pioggia.
Non ci andrà bene il caldo.
Non ci andranno bene tutti questi stranieri, ne avremo paura, li guarderemo con sospetto. Li odieremo.
Odieremo la crisi, ma non parleremo d’altro. Odieremo il nostro lavoro, i nostri colleghi, ci lamenteremo della disoccupazione.
Sfogheremo la nostra rabbia dentro un display, il nostro malessere sarà pornografico, sarà visibile a tutti, scriveremo stati su facebook sempre più violenti: basta con la politica, basta con gli zingari, fanculo l’aeroporto, ci state ammazzando, bruceremo tutti come eco balle dentro un inceneritore, perché non bruciate gli immigrati che ci rubano le case? Arrestate le prostitute, i rumeni che spaventano le nostre donne, tirate su dei muri, smettete di dare soldi ai profughi, perché non fate qualcosa? Fate qualcosa, fate qualcosa!

Ma nessuno fa niente.
Eppure basterebbe poco.
Alzare il livello, appena.
Aiutarci ad essere meno brufoli e più cura.
Sostenere, educare, sorreggere.
Non abbassarsi per forza al nostro livello.
Siamo vecchi sfigati acidi ma abbiamo bisogno di bellezza. Di una bellezza che parli di noi. Non solo di posti in cui non possiamo andare. A volte basterebbe poco, un evento che non sia ruffiano, qualcosa di diverso da una sagra, un concerto che non sia il concerto dell’unico artista disposto a suonare gratis perché non ha più pubblico. O un film, un semplice film, che è nelle sale di molti cinema come Due giorni, una notte di Luc e Jean-Pierre Dardenne. Due registi che da anni parlano di brufoli che non sono città dove persone come noi perdono il contatto con la propria umanità, con la propria bellezza, anche se, come Marion Cotillard, sono bellezza ovunque, sopra e sotto la pelle.

Il film è uscito il 13 novembre ma non è in nessuna sala dell’UCI di Campi Bisenzio, non è in nessun cinema di Firenze, forse ci arriverà. Ma oggi non c’è. E io mi sento sempre più parte di una malattia cutanea e meno cura.

Fonte foto: imdb.com

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Michele Arena

Interessato a tutto ciò che è Indie, ma soprattutto alla musica e al cinema, lavora come Operatore sociale a Campi Bisenzio. Il suo sogno è tenere una lezione al DAMS su Notthing Hill.

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