Dynamo CampStavolta nessuna meta esotica, niente avventure on the road verso mete lontane. Allacciate le cinture, si parte per una destinazione speciale, un viaggio emozionale che racchiude al suo interno altri mille viaggi, tante storie diverse accomunate dalla gioia di vivere. Si parte per Dynamo Camp.

Cos’è Dynamo Camp? Io credo davvero che sia l’isola che non c’è! Uno di quei posti così puro e armonioso da sembrare quasi irreale. Un luogo dove anche i grandi tornano bambini e si mettono a giocare agli indiani, dove il tempo sembra essersi fermato, dove regnano le regole del sorriso e della speranza.

Per chi non lo conosce Dynamo, è un camp di terapia ricreativa situato a San Marcello Pistoiese strutturato per ospitare gratuitamente bambini e ragazzi affetti da patologie gravi o croniche, per periodi di vacanza e svago. Un ambiente protetto all’interno di un oasi affiliata WWF, dove i ragazzi possono cimentarsi in numerose attività creative e sportive con la massima sicurezza, garantita sempre da un’assistenza medica e dalla costante supervisione di personale qualificato.

È venerdì e fuori un bel sole splende. Ho preparato il mio borsone da viaggio, starò fuori solo un paio di giorni, ma dentro di me ho la sensazione di aver viaggiato per settimane. Ho sostenuto un colloquio e un test online e adesso finalmente è arrivato il week end di formazione per tutti quelli che come me vorrebbero dare una mano al Camp come dynamico (così si chiamano i volontari di Dynamo).

Siamo 180 persone: chi viene da Milano, chi da Bergamo, chi da Roma e così via. Mangiamo in una grande sala a vetri e devo confessare che quel modo speciale di pranzare mi manca già. Sì perché i pasti a Dynamo sono occasioni di gioco e socializzazione e non stupitevi se prima di cominciare vi fanno cantare una canzone che inneggia al “Buon appetito…piatto pulito” o se dopo aver terminato, tutti (ma proprio tutti) vengono coinvolti in balli di gruppo. E se vi dico che quelli che all’inizio erano titubanti, l’ultimo giorno sono stati i primi a scatenarsi?

Tante sono le attività del camp: dal tiro con l’arco, alla piscina, dall’equitazione, all’arrampicata, ma anche circo, laboratori creativi, radio, fattoria e molte altre. Terapia ricreativa è la parola d’ordine: qui la vera cura è ridere e la medicina è l’allegria per concentrarsi sulla persona lasciando da parte la parola malato. A Dynamo non esiste il giudizio e le sfide non sono competitive, ma volte solo al raggiungimento del successo personale, andare al di la dei propri limiti per scoprirsi forti, fiduciosi in sé e negli altri. Così un bimbo che ha paura dell’arrampicata, una delle attività più eccitanti ma anche che richiedono più coraggio al camp, vince la sua sfida anche se solo indossa l’imbracatura e inizia l’arrampicata con il supporto dello staff: l’importante non è arrivare in cima, ma credere nelle proprie capacità.

Sono stati giorni intensi tra storie difficili, ma anche di grande forza ed entusiasmo . Abbiamo lavorato in gruppi simulando situazioni che potrebbero verificarsi nel camp, abbiamo imparato come aiutare una persona diversamente abile a muoversi, abbiamo capito l’importanza dell’Alert List dove sono riportate tutte le necessità mediche da seguire per ogni ospite del camp, abbiamo fatto giochi di gruppo per risvegliare il bambino interiore (che troppo spesso dorme assopito dentro di noi), abbiamo capito che è importante rimanere nello sfondo perché i protagonisti sono i ragazzi, abbiamo ballato e cantato, abbiamo riso e a volte qualche lacrima è caduta.

Voglio dire grazie a Dynamo. Grazie per tutto quello che sta facendo per bambini e famiglie, ma un grande grazie anche per avermi emozionata permettendomi di tornare bambina e lasciandomi vivere questo viaggio attraverso gli occhi e le sensazioni dello staff, degli altri volontari, delle storie dei bimbi e delle loro famiglie. Qui si realizza davvero una magia: quella di lasciar cadere i muri difensivi e di diffidenza che più o meno consapevolmente costruiamo nella vita di tutti i giorni.

Seconda stella a destra questo è il cammino e poi dritti fino al mattino…

P.S: Vi segnalo l’appuntamento con la Dynamo Bike Challenge il 23 e 24 maggio. Un’avvincente corsa di raccolta fondi tra le bellissime colline toscane per cicloamatori provenienti da tutta Italia con partenza e arrivo proprio al Dynamo Camp. Potrebbe essere una buona occasione per divertirsi facendo beneficienza  e vedere con i propri occhi la realtà del Camp!

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Francesca Pallecchi

Fiorentina, classe 1981, Francesca si destreggia tra progetti e collaborazioni nell’ambito della comunicazione e degli eventi (della serie Welcome to the jungle!), ma soprattutto nutre una passione sfrenata per i viaggi. La potete vedere con l’aria felice e sorridente quando indossa scarpette da trekking e zaino in spalla per andare alla scoperta del mondo. Ha all’attivo una lunga serie di avventure, dal Sud America all’Africa, dall’Europa all’Asia. E sia che si tratti di mete vicine o lontane, di viaggi reali o immaginari, ha un motto: L’importante è partire!