Chi non c’era, lunedì pomeriggio in piazza Duomo – o giù di lì: alzi la mano. Ecco sarete in quattro, perché poi c’eravamo tutti. Chi vestito da falconiere, chi da arciere. C’era il Cardinale, la befana, Dante e Beatrice. Insomma, l’intera Fiorenza.
E noi: cinque più un passeggino.
Una gran confusione, insomma. Di suoni, colori, vocii, ritmi.
E i loro sguardi.
Quello di Pietro, concentrato a non perdersi neppure un dettaglio.
Quello di Giovanni: lo stupore.
Quello di Tommaso, che in tempo due secondi ha adocchiato il recinto delle pecore.
E da quel momento in poi, per lui non è esistito nient’altro.
“Tommi, vieni a vedere quel Cavaliere com’è!!”
“No, mamma. Sto qui dalle pecore”.
“C’è il falconiere, Tommi!!”
“No. Sto qui dalle pecore”.
“Nooo, questo lo devi vedere!! Il re magio a cavallo!”.
Mi guarda come si guarda un bambino insistente – con la differenza che il bimbo è lui e io sarei la mamma. Mi fa no con la testa.
Allora provo con gli sbandieratori. Lui li adora. “Mamma, ti ho detto…”
“Lo so, ho capito: le pecore”.
Tre pecoroni pelosi – stranamente tranquilli, in quel marasma. E Tommaso. È bellissimo e ride. Per un attimo trombe e tamburi smettono di suonare, le bandiere si fermano. Rimaniamo soli io e lui – e le pecore. E nel silenzio, non so come, mi torna in mente: “la prova che il piccolo principe è esistito, sta nel fatto che era bellissimo, che rideva e che voleva una pecora. Quando uno vuole una pecora è la prova che esiste”.
Tutto questo è meraviglioso.
L’anno prossimo, però, al posto della Cavalcata: noi andiamo in fattoria!

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Francesca Falagiani

Fiorentina d’importazione. Sono mamma – a tempo quasi pieno – di tre piccirulli. La mia vita è piena e rumorosa. Un po’ un caos! Dicono di me che sono una persona solare e positiva. Sicuramente: sorrido, spesso. Sono laureata in Media e Giornalismo, sto studiando per diventare maestra. E cerco di barcamenarmi tra mille cose, come tutte le mamme. E poi c’è il mio blog SmartMommy (http://www.smartmommy.it/). Per raccontare tutto il bello dell’essere mamma. Il bello anche nella fatica, nell’esaurimento, nello sconforto. Che ci sono – è innegabile – ma sono una parte. Per raccontare che si può fare. E lo si può fare divertendosi.

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